Percorsi tematici

Sono un punto di partenza per esplorare alcuni nodi contemporanei del rapporto tra cultura e società. Si può partire da qui per riflettere su come le pratiche possono trasformarsi in politiche. Riflettiamo su città, lavoro culturale, partecipazione attiva, sui nodi irrisolti di rigenerazione urbana e innovazione sociale, ma anche su digitale, diritti, giustizia climatica.
Le città cambiano, si svuotano e si riempiono, includono ed escludono. La presa di parola degli abitanti è messa sempre più di discussione, mentre le città sembrano sempre più pensate per i turisti e sempre meno per chi ci vive. La crisi abitativa che ha colpito città e paesi dell’Occidente ha reso ormai il diritto alla città un’urgenza politica, economica e culturale.
Gli articoli raccolti in questo percorso esplorano i molteplici aspetti della trasformazione urbana, analizzando il ruolo delle politiche pubbliche, della pianificazione, dell'attivismo e delle pratiche di autogestione comunitaria.

Nella sezione, che raccoglie più di un decennio di contributi di esperte ed esperti, il fenomeno viene osservato attraverso le lenti di molte discipline diverse, con un'attenzione particolare alle nuove economie, ai processi di innovazione sociale e al policy-making: architettura, design, pianificazione, sociologia, scienze politiche, arte, geografia, economia, etc.

Da Milano a Roma, da Torino a Venezia, dalle grandi aree metropolitane ai piccoli paesi delle aree interne. In un contesto in cui la gentrificazione minaccia la diversità sociale e l’overtourism e gli affitti brevi accelerano la finanziarizzazione della città, emerge la necessità di un nuovo approccio al diritto alla città.

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Il lavoro culturale attraversa una fase di radicale trasformazione, sospeso tra precarietà e innovazione, con lo spettro dell’automazione e della crescita delle IA generative che si fa sempre più vivo e presente. Scrittori, giornaliste, progettisti, attrici, musicisti, curatrici e ricercatori si muovono in un contesto in cui i diritti del lavoro e la stabilità economica sono spesso un miraggio.

Gli articoli raccolti affrontano il ruolo degli operatori culturali nell’epoca del digitale, la crisi dei modelli produttivi tradizionali e le prospettive delle nuove economie della cultura. L’emergere del precariato come condizione diffusa ha spinto molti lavoratori a esplorare forme di mutualismo e nuove modalità di organizzazione, mentre il fenomeno del lavoro gratuito continua a sollevare interrogativi etici e politici.

Accanto a queste criticità, si affacciano opportunità nuove: coworking, fablab, spazi di produzione condivisa e nuovi centri culturali diventano strumenti per ripensare il rapporto tra creatività, impresa e comunità. Ma è davvero sufficiente? Questo percorso di lettura indaga le dinamiche del lavoro culturale oggi, esplorando le possibili strategie per un settore della cultura più equo.

Ultimi articoli

Quali sono gli strumenti e i metodi più efficaci per progettare cultura? Questi articoli esplorano buone pratiche, metodologie e teorie che offrono spunti per ripensare la progettazione culturale in un’ottica generativa, partecipativa e critica. Dall’audience development all’audience engagement, dalla curatela alla co-progettazione, dal project management culturale alla comunicazione della cultura emerge la necessità di un approccio attento tanto alla gestione quanto alla traduzione dell’esperienza culturale. Non è un processo che si possa risolvere con aspetti puramente tecnici, o puramente teorici: occorre costruire relazioni, sperimentare nuovi linguaggi e favorire il coinvolgimento attivo delle comunità.

Questo percorso di lettura è uno sguardo critico sui modelli organizzativi, sulle strategie per rendere le istituzioni culturali più aperte e sulle sfide che caratterizzano il settore. Una cassetta degli attrezzi per chi voglia progettare iniziative culturali contemporanee negli obiettivi e nei metodi.

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Le istituzioni della cultura sono oggetto di una continua domanda di trasformazione.
Da un lato, biblioteche, archivi, musei, teatri e residenze per artisti sono sempre più spazi di innovazione e partecipazione di primo piano, ai quali i pubblici si rivolgono con istanze sempre nuove che è necessario saper interpretare. Dall'altro, questi luoghi si confrontano con difficoltà di gestione che minacciano la loro operatività quotidiana e, ancora di più, la loro sostenibilità a lungo termine.

Le biblioteche cercano di reinventarsi tra carenza di fondi e necessità di adattarsi a nuovi modelli di fruizione. Gli archivi, pur essendo strumenti essenziali per la memoria collettiva, spesso soffrono di scarso riconoscimento e mancanza di risorse. I musei, sempre più chiamati a ripensare il loro ruolo sociale, temono di non riuscire a mantenere la propria identità o di non avere un riscontro effettivo nelle pratiche di inclusione. I teatri si agitano alla ricerca di soluzioni di sostenibilità economica, tra necessità di ricerca e ipotesi di multifunzionalità.
Questo percorso di lettura indaga storie, pratiche e strumenti per studiare e sperimentare nuove strategie condivise.

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Le categorie e i metodi dell’innovazione sociale che abbiamo sviluppato negli ultimi decenni non sono più sufficienti. Forse l’intera definizione va ripensata: servono nuovi modelli di governance, co-progettazione e collaborazione tra attori diversi per affrontare le sfide del presente.

Questo percorso di lettura si concentra su come pubblica amministrazione, imprese sociali, associazioni, cooperative e gruppi di cittadini possono dotarsi di approcci solidi e contemporanei per risolvere problemi collettivi. Proviamo a immaginare pratiche che superano l’approccio ormai tradizionale all’innovazione, spostando l’attenzione sulla costruzione di fiducia, sul capitale sociale e nuove forme di governance collaborativa.
Gli articoli di questa sezione aprono alla possibilità che il rinnovamento passi dalla capacità di attivare processi dal basso, imparando dagli errori, superando le ingenuità, spingendo le organizzazioni a sperimentare modelli più flessibili ed equi.

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Dai social network all'economia di piattaforma, passando per l'Intelligenza Artificiale e i contenuti edutainment, il digitale trasforma i metodi e le pratiche della cultura e del sociale, con implicazioni che ancora dobbiamo comprendere appieno. Dai videogiochi in realtà virtuale al cinema in streaming emergono costantemente nuove forme di produzione e fruizione, con i loro codici culturali, le loro peculiarità espressive, le loro caratteristiche tecniche.
Gli algoritmi sono al centro della cultura, dei media e dell’economia: condizionano l'accesso alla conoscenza e modificando gli immaginari collettivi in modi che sono allo stesso tempo sempre più evidenti e sempre più opachi.

Gli articoli raccolti in questo percorso di lettura offrono un'analisi critica delle trasformazioni in corso, interrogandosi sulle opportunità e i rischi, tanto quelli globali come quelli di settore. Quale sarà il futuro della progettazione culturale nell’era della datacrazia? Come possiamo preservare autonomia e pluralismo in un ecosistema dominato da intelligenza artificiale e automazione? Quali sono le strategie che individui e organizzazioni possono adottare di fronte a social network sempre più agganciati alle nostre vite?

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La partecipazione e la cultura collaborativa sono al centro di un dibattito sempre più animato e che attraversa sempre più settori: dal cambiamento della democrazia rappresentativa all’attivismo dal basso, dalla gestione del patrimonio culturale alle politiche urbane, dalla citizen science alle economie di piattaforma. Il civismo è sollecitato dalla prospettiva della costruzione di un "Noi" collettivo, un tentativo di ridefinire il rapporto tra cittadinanza, istituzioni e spazio pubblico, promuovendo modelli di governance più inclusivi e rinforzando i processi di collaborazione tra cittadini, istituzioni e luoghi.

Dalle aperture delle istituzioni tradizionali della cultura fino ai festival indipendenti, dall’arte pubblica alla democrazia deliberativa, le esperienze degli ultimi anni dimostrano il potenziale di un approccio che coinvolge attivamente le comunità nella produzione e nella gestione di forme di bene comune. Tuttavia, permangono sfide legate alla necessità di politiche pubbliche in grado di supportare queste iniziative senza snaturarne l'autonomia e l'innovazione. Quali sono i modelli che funzionano meglio? Come si possono superare le barriere strutturali per costruire pratiche di democrazia diffusa realmente efficaci?

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Il percorso di lettura "Diritti e disuguaglianze" affronta alcune delle principali tensioni e trasformazioni che attraversano le nostre società, come le questioni di genere, le istanze dei corpi, le migrazioni, le politiche del carcere della salute, la domanda di giustizia e la lotta alle ingiustizie. Per guardare ai diritti fondamentali intrecciando le pratiche alla costruzione di nuove narrazioni sul potere, la giustizia e l’attivazione.

Nel contemporaneo, il corpo è tornato a essere un campo di battaglia politico e sociale, al centro di tensioni fortissime tra controllo, resistenza e autodeterminazione. Dai movimenti queer alle nuove forme di attivismo transfemminista, gli articoli di questo percorso di lettura esplorano i tentativi possibili (e impossibili) di ribaltare paradigmi politici e strutture produttive. In un tempo in cui i confini si irrigidiscono, guardiamo passato, al presente e al futuro delle migrazioni e all’evolvere delle politiche di respingimento. Dal carcere alle altre istituzioni totali, ci interroghiamo sugli strumenti segregazione e di gestione della marginalità; in un contesto in cui le prospettive dell’abolizionismo carcerario e della giustizia riparativa aprono interrogativi su un sistema che aumenta la disuguaglianze invece di contrastarle.

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Viviamo in un mondo sempre più caldo e sempre più sottoposto ad eventi climatici estremi, dove le conseguenze di questo cambiamento causato dagli esseri umani non ricade allo stesso modo su tutti. Non si può parlare di cambiamento climatico senza affrontare le disuguaglianze che produce. Allo stesso modo, non si può ragionare di sostenibilità ecologica senza interrogarsi sulla sostenibilità sociale, economica e culturale.

Il percorso di lettura "Ambiente e giustizia climatica" raccoglie articoli che provengono dalle discipline più diverse, dalla filosofia alla semiotica, dall’economia all’arte, dalla letteratura alle scienze naturali. Affronta teorie e casi pratici che guardano a come i lavoratori e le organizzazioni della cultura si relazionano con il cambiamento climatico, alle organizzazioni di cittadini per il clima, alla costruzione di forme culturali che integrano le prospettive di umani e non umani, ai cambiamenti dell’alimentazione e nel rapporto con gli animali domestici, al posto del verde nelle nostre città.

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