Mercoledì 13 ottobre 2021
Partecipazione urbana e nuovi centri culturali: esperienze e soluzioni a confronto
Scritto da:
cheFare
Venerdì 15 ottobre a partire dalle 14.30 presso la sala LAB della Triennale di Milano cheFare assieme ad ANCI in qualità di Punto Nazionale del programma URBACT per l’Italia, condurranno un workshop a porte chiuse che coinvolge i portavoci di alcune delle principali città italiane.
URBACT è un programma di cooperazione territoriale europea che mira a promuovere lo sviluppo urbano sostenibile integrato nelle città di tutta Europa. La sua missione è consentire alle città di lavorare insieme e sviluppare soluzioni integrate alle sfide urbane comuni, mettendo in rete, imparando dalle reciproche esperienze, traendo lezioni e identificando buone pratiche per migliorare le politiche urbane.
Molte delle città italiane hanno partecipato al programma, raggiungendo tra i principali risultati quello dello sviluppo di politiche di partecipazione degli attori locali e, più in generale, il miglioramento della capacità di analisi e di governance da parte dei comuni.
Da parte nostra cheFare si occupa da quasi dieci anni di mappare, finanziare, facilitare e connettere le iniziative di cultura collaborativa sui territori. Nell’arco degli ultimi tre anni abbiamo individuato come elemento strategico per potenziare queste forme culturali i Nuovi Centri Culturali: spazi ibridi di prossimità, aperti alle comunità e alle energie dei contesti in cui operano, che fungono da piattaforme di progettazione, produzione e fruizione di cultura sui territori in una visione integrata con le pubbliche amministrazioni, con i soggetti del terzo settore culturale e sociale, con i privati e le organizzazioni di secondo livello.
In quest’ottica, a seguito della prima tappa del programma nazionale per i nuovi centri culturali laGuida, abbiamo sviluppato 11 raccomandazioni per i policy maker per il rafforzamento dell’attività dei nuovi centri culturali sui territori.
Assieme ad URBACT abbiamo esaminato questo risultato per scegliere uno di questi enunciati e crearvi attorno un ragionamento che inviti le città coinvolte a “non sedersi” ma ad evolversi continuando a coltivare una partecipazione attiva con il territorio.
La scelta è ricaduta sulla decima raccomandazione:
È necessario identificare misure specifiche che sostengano progettualmente forme di partecipazione sui territori, articolando rapporti tra nuovi centri culturali, pubbliche amministrazioni, organizzazioni emergenti e istituzioni tradizionali
Altri contenuti correlati
Articolo
Se lavorare per il bene comune diventa un privilegio Un'opzione per pochi
Pubblicazione
GOCCIA Come raccontare le voci di un bosco urbano
Articolo
Dal buio di via Bovisasca al vortice di energia di via degli Imbriani Conversazione con il poeta Milo De Angelis
Articolo
La ricerca per la sovranità digitale indigena nell’Amazzonia brasiliana Intervista con Jader Gama
Articolo
Milano Design Week? Consegniamola ai giovani per ritrovare vitalità e innovazione sociale