Giovedì 18 dicembre 2025
Personeper
 
Un modello collaborativo per promuovere l’accessibilità culturale

“La cultura è una porta che dovrebbe essere aperta per tutti, ma troppo spesso dimentichiamo che per attraversarla è necessario che sia accessibile a ogni tipo di individuo, con le sue diversità, i suoi limiti e le sue capacità."


Questa citazione, tratta da Libri insieme: Viaggio nelle nuove comunità della conoscenza di Chiara Faggiolani (2025) è un invito a riflettere su cosa realmente sia l’accessibilità culturale. Faggiolani sottolinea che la porta della cultura, pur essendo simbolo di apertura e condivisione, può rimanere chiusa per molte persone a causa di barriere che sono fisiche, cognitive, sensoriali e sociali. Il tema dell'accessibilità non è quindi solo una questione di adeguamento delle strutture e degli spazi, ma riguarda il superamento di tutte le forme di esclusione che ancora oggi caratterizzano l’esperienza culturale di tanti individui.


In questo contesto, il progetto Personeper si propone come una risposta concreta alla necessità di rendere la cultura un diritto per tutti, un diritto senza distinzioni. È un progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR Cultura 4.0, e promosso dalla Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali. Nasce come iniziativa per tutti coloro che lavorano nei luoghi della cultura ed è al contempo un progetto di formazione di ricerca e di disseminazione che affronta l’accessibilità sotto ogni punto di vista: fisico, sensoriale, cognitivo e culturale. Insomma, l’obiettivo è di abbattere tutte quelle barriere che rendono l’accesso alla cultura complicato, come disabilità fisiche, sensoriali o cognitive, ma anche quelle barriere invisibili, come la difficoltà all’accesso per motivi culturali ed economici, all’orientarsi o nel comprendere i contenuti culturali.


Il progetto Personeper ambisce a diventare una risorsa strategica nella creazione di una visione culturale davvero condivisa, capace di valorizzare la diversità come risorsa e di superare le barriere che ancora oggi escludono molte persone dalla fruizione della cultura. In questo contesto, l’accessibilità non va intesa come obiettivo, ma come un percorso che si rinnova costantemente, tenendo conto delle nuove sfide e delle esigenze. Il percorso formativo si articola in un programma ampio che prevede corsi online e in presenza, con l’intento di aggiornare e valorizzare le competenze del personale di musei, archivi e biblioteche. Il progetto coinvolge oltre 165 docenti e specialisti, che offrono ben 695 ore di “formazione, suddivise tra 650 ore in presenza e 45 ore online. Questa articolazione permette di dedicare spazio, tempo e ascolto e dunque riflettere e far sedimentare contenuti, strumenti e approcci che lo meritano.

L’obiettivo è di abbattere tutte quelle barriere che rendono l’accesso alla cultura complicato, come disabilità fisiche, sensoriali o cognitive, ma anche quelle barriere invisibili, come la difficoltà all’accesso per motivi culturali ed economici

Il corso introduttivo "Accessibilità culturale: principi e pratiche" è online da giugno 2025. A novembre l’offerta di formazione a distanza si è arricchita di un nuovo corso, dal titolo "Progettare accessibile", realizzato insieme al CNAPPC (il Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori) e pensato per dare ai professionisti gli strumenti per progettare spazi e servizi culturali che siano veramente inclusivi. In questo corso si mette l’accento sul ruolo chiave dei progettisti nel progettare a tutte le scale, dal cucchiaio alla città perché siano accessibili spazi, servizi e luoghi pubblici e della cultura. Il corso prende l’avvio dai metodi e dalla normativa, introduce i principi del design for all dalla visione ergonomica ed olistica, per approdare a una visione condivisa, in cui ascolto e collaborazione diventano elementi centrali della progettazione.


Questo ci riporta ad un corrispettivo e una riflessione più ampia anche al concetto di accessibilità urbana, un tema che ha trovato una riflessione importante nel libro di Alberto Vanolo, La città autistica (2025). In questo lavoro, Vanolo, che ha uno spazio anche nel corso, esplora come le nostre città, spesso, non siano progettate per rispondere alle esigenze di tutti, ma piuttosto per soddisfare i bisogni di una "norma" che esclude una grande parte della popolazione. Mentre, osserva Vanolo, le città più accessibili sono una risorsa per tutti. L’offerta della formazione a distanza proseguirà nel 2026 con l’uscita del corso “L’arte dell’accoglienza” pensato in particolare per chi lavora nei luoghi della cultura a contatto diretto con il pubblico e i visitatori, e del corso “Curare, mediare, comunicare” per chi progetta e realizza contenuti. Tutti i corsi online sono disponibili gratuitamente su https://fad.fondazionescuolapatrimonio.it/.


Personeper prevede anche una parte importante di attività in presenza, che coinvolge più di 40 istituti culturali in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia. E per andare oltre i confini nazionali, Personeper ha pensato anche a un programma di visite di studio all’estero, con tappe in città come Lisbona (marzo 2026) e Helsinki (aprile 2026), per confrontarsi con le esperienze internazionali in materia di accessibilità culturale. Il progetto include inoltre una componente importante di ricerca e di disseminazione. "Politiche e pratiche per l’accessibilità nei musei, archivi, biblioteche e luoghi della cultura" è la ricerca che è stata affidata al Dipartimento delle Arti dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. Con la casa editrice Nomos, saranno in uscita nella prossima primavera tre pubblicazioni che con contributi originali e alcuni saggi tradotti andranno ad approfondire il tema dell’accessibilità a 360 gradi.


Non meno importante, il sito web Personeper.it è nato quale luogo dove condividere, accrescere e conservare memoria di esperienze, relazioni e riflessioni in tema di accessibilità universale, nella consapevolezza che il coinvolgimento, la sensibilizzazione e l’apertura siano i migliori strumenti per tenere viva l’attenzione su questi temi e radicare la prospettiva.

Roma, MUCIV, Museo delle Civiltà. Alcuni degli oggetti contenuti nella Focus Box e Sensory Bag disponibili al museo: cuffie anti rumore, lente di ingrandimento con led, schede easy read, occhiali da sole, elementi anti-stress, guanti in tessuto, occhiali

Il sito è stato immaginato come uno spazio aperto, rivolto a chiunque nutrisse anche solo una curiosità rispetto al tema dell’accessibilità. Da un lato, quindi, l’attenzione è stata rivolta ai professionisti che operano in ambito culturale, nella necessità di integrare il proprio campo di azione specialistico con le diversificate esigenze della società contemporanea; dall’altro proprio a chi immagina, o neppure immagina, chiede e collabora per costruire istituzioni culturali a misura delle tante persone e bisogni che popolano il mondo attuale. Il sito è una raffigurazione di parte di questo tempo presente nella sua complessità, pluralità, contraddittorietà, dove sperimentare l’ascolto delle tante domande e bisogni e il dialogo intorno ad un principio di universalità, intesa non come soluzione esaustiva delle singole istanze, ma come spazio di compromesso.


La comunità degli autori rappresenta in sé questa varietà: gli aspetti professionali e gli interessi da rappresentare in queste persone non solo si incontrano, ma possono sovrapporsi, determinando quelle dinamiche di intersezionalità e di integrazione su cui fondano le basi di un cambiamento di prospettiva duraturo e radicato. A loro è stato chiesto di condividere contributi testuali dedicati ad aspetti teorici, così come a esperienze pratiche, allo scopo di fornire al lettore strumenti per comprendere, approfondire e diversificare la strada che una cultura dell’accessibilità, anche nei luoghi della cultura, sta affrontando nella prospettiva auspicata di costituire una nuova forma mentis.


I contributi scritti, compresi nella sezione Temi del sito, sono stati proprio immaginati quali tappe di un viaggio di scoperta dei luoghi della cultura in chiave accessibile, che inizia con l’accoglienza del primo incontro; continua poi con la conoscenza vera e propria che crea coinvolgimento e che, infine, può portare a scegliere se essere parte di una costruzione condivisa che renda spazi, servizi e contenuti "per tutti", grazie alla collaborazione di tutti.


Altro spazio scritto imprescindibile è il glossario fatto di definizioni in pillole, necessarie proprio a strutturare il contesto, la dimensione storica, che costituiscono la contemporaneità fatta della compresenza di tante voci diverse, e che sono strumenti imprescindibili per costruire spazi non giudicanti.

Il sito è una raffigurazione di parte di questo tempo presente nella sua complessità, pluralità, contraddittorietà, dove sperimentare l’ascolto delle tante domande e bisogni e il dialogo intorno ad un principio di universalità

I contenuti, tuttavia, non sono stati concepiti unicamente attraverso il mezzo scritto: nella consapevolezza che i canali di comprensione e apprendimento sono molteplici si è scelto di diversificare la proposta con contenuti video, immagini d’autore, in particolare un progetto fotografico a firma di Pierfrancesco Celada, per fare esperienza di musei, biblioteche, archivi da una diversa inquadratura, e un apposito contenuto audio, con la pubblicazione, a inizio del prossimo anno, di un podcast dedicato al tema.


Oltre a ciò, il sito è stato sviluppato per essere nativamente accessibile ed è stato dotato di un ulteriore strumento di accessibilità integrato, che offre opzioni di personalizzazione dell’interfaccia in base al bisogno specifico di chi naviga. Ciò, tuttavia, non basta a renderlo integralmente accessibile: alcuni testi in formato pdf e immagini, ad esempio, richiederanno ulteriori lavorazioni perché accessibilità significa anche ripensare interamente i processi di lavoro e mettere a disposizione nuove professionalità. È questa, tuttavia, solo una delle numerose fragilità che la progettazione accessibile affronta quotidianamente. Molte risposte non sono ancora disponibili, altre sono solo temporanee, se non funzionali ad aprire il dibattito. Il sito si muove nella prospettiva di dare spazio, quindi, alle domande, ai bisogni che non sono i propri, a prospettive e punti di vista diversi, e che possono diventare nuove opportunità, in un’ottica dinamica.


E se questo è un processo, e questa solo una tappa, a risuonare sempre più forte è la convinzione che tutto ciò richieda un profondo cambio di paradigma, nella direzione di un modello meno gerarchico e più collaborativo, simile al sistema organizzativo che Stefano Mancuso osserva nel mondo vegetale.




Foto di copertina: Peccioli, Palazzo senza tempo. Coworking © Duccio Malagamba

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