Venerdì 05 dicembre 2025
Partecipazione: Potere
 

Frutto di una collaborazione tra la Fondazione Compagnia di San Paolo e cheFare, Parole di partecipazione attiva è una pubblicazione digitale che esplora concetti e pratiche della partecipazione attiva nei diversi settori della società, proponendo un glossario che ne esplora luci e ombre a partire da contributi pratici e teorici.

La pubblicazione si basa su un esteso percorso di ricerca partecipato – realizzato nel corso del 2023 – che ha coinvolto rappresentanti ed esperti di più di 70 soggetti, inclusi comuni, associazioni, atenei, centri di ricerca e formazione, istituzioni nazionali, organizzazioni di secondo livello e fondazioni di origine bancaria.


In parallelo ai lemmi curati da diversi autori, pubblichiamo le introduzioni a cura di Bertram Niessen. Questa serie affianca il percorso principale con uno sguardo complementare, capace di ampliare e precisare la costellazione concettuale della partecipazione attiva. Leggi il commento al lemma a cura di Elena Granata.



“Più il potere viene reso evidente, più posso attivare un percorso dove costruisco gli strumenti per ribaltarlo e modificarlo. Non c’è nulla di peggio che far finta di non averlo”




Il potere è spesso il proverbiale elefante nella stanza dei percorsi di partecipazione attiva, che dovrebbero essere improntati a un certo grado di emancipazione e di spinta all’auto-organizzazione. In questi casi, i modi in cui circola attraverso i processi e la sua presenza vengono minimizzati o resi invisibili da persone, organizzazioni e istituzioni permotivi diversi. 


Nei contesti più orientati all’esercizio della democrazia diretta e all’attivismo, talvolta è difficile riconoscere, far emergere e gestire le dinamiche di leadership informali. Allo stesso modo, qui si fa fatica a gestire il confronto con dinamiche legate ad una diversa redistribuzione interna di risorse, oneri e privilegi. Il potere viene vissuto come qualcosa di cui vergognarsi, e la vergogna porta alla mancanza di trasparenza nel setting partecipativo. La soluzione proposta dai partecipanti al percorso Parole di Partecipazione in questi casi è quella di adottare metodologie, strumenti e posture culturali in grado di rendere evidente il potere nei processi partecipativi anche quando è tacito e non formalizzato, in modo che tutti gli attori siano messi in condizione di riconoscerlo, nominarlo e provare a riequilibrarlo. 


Per contro – nei contesti orientati alla gestione di potere, autorità e autorevolezza secondo logiche tradizionali – può essere difficile andare oltre l’impiego di ritualità apparentemente partecipative in ottica puramente comunicativa. Ne risultano percorsi – percepiti come di “social washing” o di “washing partecipativo” – i cui stessi promotori e partner vengono ritenuti non credibili da una parte importante degli stakeholder. In questi casi, l’effetto indesiderato è quello di far passare come inautentici o pretestuosi anche processi contigui che mirano realmente ad un trasferimento di potere. Una soluzione evidenziata è quella di favorire o attivare percorsi di formazione e change management anche in organizzazioni più tradizionali, di modo che siano in grado – sul lungo periodo – di affrontare la partecipazione in modo più congruo.



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