L’Area Biblioteche del Comune di Milano ha lavorato insieme all’agenzia per la trasformazione culturale cheFare per realizzare il primo bilancio sociale che studia e racconta le forme del valore sociale e culturale prodotto dalle 26 biblioteche della città. Un lavoro che prova a ribaltare gli stereotipi su chi le frequenta, chi ci lavora e anche sui numeri. Un esempio? Le biblioteche di Milano hanno più tesserati di Milan e Inter messi insieme: sono 78mila.
A cosa pensano le persone quando pensano a una biblioteca? La domanda sembra banale, ma le risposte sono tutt’altro che scontate. Nella cultura e nell’arte, gli immaginari sulle biblioteche sono moltissimi. Sui social network va per la maggiore l’estetica Dark Academia, fatta di riferimenti a Harry Potter, architettura classica e atmosfere misteriose. Nei lettori e negli spettatori formati negli anni ’80 Il nome della rosa ha lasciato un segno indelebile, con il suo archivio di scritti proibiti conservati nel labirinto, un po’ Piranesi e un po’ Escher. Ai cinefili viene in mente la New York Public Library raccontata da Wiseman nel suo documentario Ex Libris. O, forse, la prima apparizione ectoplasmica in Ghostbusters. Negli ultimi anni, poi, i lettori delle riviste di lifestyle hanno avuto modo di familiarizzare con le meravigliose biblioteche ipercontemporanee di Helsinki, Oslo o Seattle.