“In questi anni c’è stata una proliferazione, sicuramente molto interessante in Italia, di organizzazioni che in qualche modo fanno parte di un ecosistema della progettazione culturale”. Lo ha sottolineato Bertram Niessen di cheFare nel corso di un’intervista realizzata durante ArtLab Novara. Un ecosistema composto, ha spiegato Niessen, da “organizzazioni che fanno ovviamente finanziamento, organizzazioni che quindi sono erogatrici, organizzazioni che infrastrutturano i mondi, diventando in qualche modo delle sorte di enti di secondo livello, organizzazioni destinatarie ovviamente, associazioni, cooperative, comitati, fondazioni, enti formativi” e, all’interno di questo quadro, dalla pubblica amministrazione, “soprattutto le pubbliche amministrazioni locali”.
“Questo ha costruito sicuramente, nell’arco di dieci anni, un patrimonio di competenze, di saperi e di specialità anche formative e progettuali, che è probabilmente unico in questo momento in giro per l’Europa”, ha osservato Niessen. Allo stesso tempo, però, “moltissimi territori hanno fatto fatica ad andare oltre la dimensione puntinistica, se vogliamo dire, della progettazione, per riuscire a trovare invece degli sviluppi di territori più ampi”. Per Niessen, quindi, “quello di cui c’è bisogno in questo momento è costruire, da una parte, delle reti che sappiano integrare, c’è chi parla di ecosistemi, tutti questi soggetti in un modo virtuoso, senza però spazzare sotto il tappeto gli elementi più conflittuali che inevitabilmente escono fuori in questi contesti”.
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