Giovedì 11 dicembre 2025
La repressione non ci fermerà
 
I rave sono esperienze radicali di vita
Fonte: Rockit
Dal web

Il racconto dopo il Witchtek di Modena

Quasi tremila persone identificate, nove arrestati dopo il "rave di Halloween" a Modena. Si torna a criminalizzare i free party e dopo il cosidetto decreto Anti-Rave a punirli ancora più severamente. Ma non sarà questo a fermare un movimento, come ci racconta Ana, l’autrice di "Incognita K".


Il 2 novembre manganelli e lacrimogeni hanno “accolto” chi usciva dal Witchtek di Modena, il “rave di Halloween”. Quasi 3000 persone identificate, 9 sono state prima arrestate, e ora liberate, e sono stati sequestrati gli impianti audio. Dopo 3 anni dal decreto Anti-Rave e da quel vento misto tra dichiarazioni politiche e sensazionalismo mediatico, il clima in Italia è stato più o meno unanime: gogna mediatica verso chi ha organizzato e partecipato al free party, difesa senza se e senza ma delle forze di polizia.


Il Witchtek 2025 è stato un momento di organizzazione dal basso importante, dove al centro del discorso non c’erano droghe ed esagerazioni, come piace raccontare ai media, ma la solidarietà con la Palestina. Tanto che nel centro della festa è stato proiettato un video di Tony Lapiccirella che diceva: “Dalle periferie, alle feste, fino al mare: restituiamo voce alla Palestina libera. Questo è il momento di riorganizzare le nostre vite e i nostri desideri verso un’unica direzione: la liberazione.”



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