Martedì 30 giugno 2026
La musica dal vivo si sta suicidando
 
Il caso Hellwatt è la più clamorosa conferma
Fonte: Rock.it
Dal web

Il live è diventato un "asset" finanziario, dove la dimensione dell'annuncio conta più della solidità del progetto e l'aspetto artistico e sociale è irrilevante. Da Reggio Emilia all'affaire (decisivo) Live Nation negli Stati Uniti, una riflessione sul momento che viviamo, e i rischi che corriamo. 

Nel 1994 i Pearl Jam portarono Ticketmaster davanti alla Federal Trade Commission statunitense. In quel momento storico la loro scelta non appariva nemmeno così eccentrica: in una parte importante della musica rock e alternativa sopravviveva ancora l’idea che etica, attitudine e perfino una certa idea di politica potessero contare più della semplice redditività economica. Il gruppo contestava un sistema di prevendite che, attraverso commissioni e accordi esclusivi con le venue, rendeva sempre più difficile organizzare concerti fuori dai circuiti controllati dalla società.

Quella battaglia ebbe conseguenze concrete. I Pearl Jam persero accesso a molti palazzetti e spazi gestiti o vincolati al circuito Ticketmaster, furono costretti a reinventare parte dei loro tour e a cercare luoghi alternativi in cui esibirsi. Ma da quella frattura nacque anche un’altra idea di live: festival, eventi temporanei, concerti lontani dai percorsi tradizionali dell’industria. Dentro quel clima culturale, pochi anni dopo, sarebbe emerso anche il Coachella.



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