Venerdì 13 novembre 2020
Antiquari del futuro in un borgo-replica
Scritto da:
cheFare
Fonte:
Il Manifesto
Dal web
Leggi l’articolo completo pubblicato su Il Manifesto.
A Torino è arrivato il momento della Biennale Tecnologia, il cui valido motto è Tecnologia è umanità. L’umanità, però, al momento si trova in lockdown. Le mode del tech sono ancora in auge: Internet delle cose, realtà virtuale, stampa 3D, droni, criptovalute, social, smart cities – ma non c’è spazio per gli effetti speciali durante una pandemia.
Dovremmo quindi concentrarci sull’umanità di Torino, perché le persone stanno soffrendo. Senza assembramenti, concerti, bar, con il distanziamento sociale, gli ospedali improvvisati per i malati e praticamente nessun turista, la città sembra andare alla deriva. Una città smart, elegante, tecnologica, una «capitale dell’Intelligenza artificiale», che ospita un nuovo istituto dedicato all’Ai, ma che, in modo quasi surreale, si svuota dei suoi abitanti. Anche la Biennale Tecnologia, che ha visto una grandissima partecipazione di pubblico lo scorso anno, ha dovuto ritirarsi dietro gli schermi.
Ciononostante, le tante statue storiche in bronzo della città rimangono al loro posto, fronteggiano il contagio. Una delle mie preferite è senza dubbio quella di Massimo D’Azeglio, che si trova nel Parco del Valentino.
Altri contenuti correlati
Bando
Urban Bodies An international artistic residency hosted by Spazio13
Articolo
I filosofi e il progetto per la città L'architetto come intellettuale
Articolo
The forest that come back A life in La Goccia
Articolo
Riprendersi la vita Il momento di occupare
Articolo
Dalla rivoluzione dei social alla crisi delle piattaforme L’urbano e il digitale