Ogni mostra è un racconto che si costruisce per dissolversi. Dietro la meraviglia degli spazi espositivi, la cultura che si offre come esperienza rigenerante produce spesso sprechi, scarti, residui invisibili. Non Si Butta Via Niente è una rubrica che indaga le contraddizioni delle esposizioni — tra effimero e permanenza, innovazione e consumo — e propone una riflessione sulla necessità di una transizione ecologica del settore.
Ogni esposizione è una promessa di racconto, ma porta con sé la consapevolezza della propria transitorietà. Nello spazio allestito, dove architetture temporanee danno forma all’emozione, si prepara già il destino dello smontaggio: pannelli accatastati, materiali scartati, strutture che non troveranno una seconda vita. È il paradosso dell’effimero, l’arte di costruire per distruggere, che interroga il nostro modo di intendere la cultura e il tempo.
Mostre, fiere, festival, installazioni temporanee si susseguono come eventi di rigenerazione culturale, ma producono a loro volta un invisibile accumulo di rifiuti, costi e sprechi: un vero e proprio “inquinamento da esibizione” che pesa sulle città e sulle istituzioni culturali più di quanto si voglia ammettere.
Ripensare la filiera dell’exhibit non significa soltanto ridurre l’impatto ambientale, ma interrogarsi su come la cultura prende forma nello spazio e su cosa resta di un evento dopo che le luci si spengono. Se la sostenibilità è ormai parola d’ordine in ogni settore — dall’industria ai trasporti, dall’edilizia all’agricoltura — il mondo dell’exhibit rimane ancora un territorio poco esplorato, intrappolato nella convinzione che la temporaneità possa giustificare lo spreco. È proprio da qui, da questa contraddizione, che occorre ripartire per costruire una nuova cultura dell’esporre.
I codici dell’esporre
Per affrontare questa sfida non basta cambiare i materiali o introdurre qualche buona pratica di riciclo: serve un nuovo lessico, un impianto teorico capace di leggere l’esporre come un sistema complesso, fatto di elementi che dialogano tra loro e con il contesto. Questa sistemicità può essere filtrata e individuata utilizzando tre invarianti, tre codici che attraversano la storia dell’exhibit design¹: il Codice Sfondo, ovvero lo spazio architettonico o urbano che accoglie la mostra; il Codice Allestimento, cioè la scenografia, gli strumenti e i dispositivi attraverso cui il racconto prende forma; e il Codice Oggetto, il manufatto, l’opera, il reperto esposto.
Per decenni l’equilibrio tra questi tre codici ha determinato la grammatica dell’allestire, oscillando tra spazi che diventavano protagonisti, scenografie che prendevano il sopravvento, oggetti che emergevano isolati come reliquie. Ma oggi questa trilogia non basta più. Accanto ad essa si impone un quarto codice, destinato a cambiare radicalmente le regole del gioco: il Codice Ambiente. Non un livello aggiuntivo, bensì una dimensione trasversale, un meta-codice che attraversa gli altri tre e ne ridefinisce i rapporti. Significa chiedersi non solo dove e come esporre, ma a quale prezzo ambientale, con quali materiali, con quale ciclo di vita, con quali strategie di riuso.
Mostre, fiere, festival, installazioni temporanee si susseguono
come eventi di rigenerazione culturale, ma producono a loro volta un invisibile
accumulo di rifiuti, costi e sprechi
Il Codice Ambiente introduce la necessità di pensare l’allestimento come un organismo multi-temporale e multi-scalare: progettato non solo per il “qui e ora” dell’evento, ma per ciò che avviene prima e dopo, dalla produzione al trasporto, dallo smontaggio al riciclo. È una lente che costringe a immaginare progetti capaci di rigenerarsi, strutture pensate per durare più di una stagione, sistemi modulari che trovano nuova vita in contesti differenti. Un cambio di paradigma che trasforma l’allestimento da gesto effimero a pratica di responsabilità collettiva.
La figura dell’eco-allestitore
Proprio in questa prospettiva nasce il Cluster NSBVN – Sustainable Exhibit² per ripensare il modo in cui si progettano, si producono e si gestiscono mostre, eventi e allestimenti temporanei, affrontando il tema della sostenibilità non come vincolo tecnico ma come motore di innovazione culturale. La sua missione è costruire un modello integrato che unisca ricerca, formazione e sperimentazione, capace di guidare il settore espositivo verso una transizione ecologica reale e condivisa.
Tra le sue attività principali c’è la formazione di una nuova figura professionale: l’eco-allestitore. Attraverso workshop, progetti pilota e percorsi di apprendimento digitali e sul campo, si prova a creare un ambiente di confronto tra accademia e professione, in cui studenti, designer e operatori culturali apprendono come ripensare l’allestimento secondo principi di economia circolare e responsabilità ambientale. L’eco-allestitore deve saper interpretare i codici dell’esporre e integrarli con il Codice Ambiente, traducendo le esigenze narrative e curatoriali in scelte progettuali che riducano impatti, sprechi e costi.
Cluster NSBVN – Sustainable Exhibit nasce per ripensare il modo in cui si progettano, si producono e si gestiscono mostre, eventi e allestimenti temporanei, affrontando il tema della sostenibilità non come
vincolo tecnico ma come motore di innovazione culturale
La sua pratica quotidiana non si limita a disegnare spazi temporanei, ma abbraccia l’intero ciclo di vita dell’allestimento: dalla scelta dei materiali alla logistica, dalla modularità alla possibilità di riuso, fino al disassemblaggio e al reinserimento delle strutture in nuove filiere. È un ruolo che richiede capacità di mediazione tra soggetti diversi - musei, enti pubblici, imprese culturali, artigiani, start-up e che si fonda sulla creazione di reti di condivisione, dove piattaforme digitali e banche dati di materiali diventano strumenti centrali di lavoro.
Quello dell’eco-allestitore è un mestiere che non esiste ancora pienamente, ma che il Cluster NSBVN propone di formare e diffondere, convinto che senza questa nuova professionalità il settore espositivo non riuscirà a compiere la sua transizione ecologica.
Verso una normativa per l’esporre sostenibile: secondo convegno del Cluster NSBVN
Uno dei nodi più urgenti emersi nei lavori del Cluster NSBVN riguarda l’assenza di un quadro normativo capace di orientare il settore degli allestimenti verso pratiche realmente sostenibili. Oggi, a differenza di quanto avviene in altri ambiti del progetto - come l’edilizia o la produzione industriale - il mondo dell’exhibit design opera ancora in una zona grigia, priva di un quadro normativo realmente adeguato. Esistono i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli eventi, introdotti a livello nazionale per orientare gli appalti pubblici verso pratiche più sostenibili, ma si tratta di strumenti ancora parziali, pensati per regolamentare la gestione complessiva dell’evento e non la complessità specifica dell’allestimento. Le fasi di progettazione, produzione, trasporto, montaggio e disassemblaggio restano infatti prive di linee guida tecniche, di standard condivisi e di parametri per la misurazione degli impatti ambientali. Così, ogni istituzione, museo o organizzatore procede secondo logiche proprie - spesso legate più all’estetica o ai tempi della produzione che a una reale strategia di sostenibilità - rendendo impossibile costruire un linguaggio comune e un sistema di valutazione riconosciuto.
Proprio per colmare questo vuoto, il Cluster ha dedicato diversi incontri al tema della regolamentazione del settore, avviando un confronto aperto tra progettisti, associazioni di categoria, istituzioni culturali e rappresentanti delle amministrazioni pubbliche. Le discussioni hanno mostrato la necessità di costruire un linguaggio comune: un insieme di criteri tecnici, ma anche etici e culturali, che consentano di valutare l’allestimento non solo come atto progettuale, ma come processo ambientale e sociale.
In questa cornice si inserisce il convegno³ del 24 ottobre 2025, ospitato a Venezia, che sarà dedicato al lavoro di validazione del nuovo CAM Allestimenti, sviluppato a partire dagli incontri precedenti del Cluster. L’appuntamento rappresenterà un passaggio cruciale per tradurre il confronto teorico in uno strumento operativo condiviso, capace di fornire linee guida concrete per la progettazione e la gestione sostenibile degli spazi espositivi. L’obiettivo non è semplicemente aggiungere una norma, ma costruire un quadro di riferimento che tenga conto della complessità dell’allestimento - un processo che intreccia dimensioni tecniche, culturali e organizzative. Il convegno riunirà progettisti, ricercatori, istituzioni e operatori culturali in un confronto aperto, volto a consolidare un linguaggio comune e a far emergere una visione del progetto espositivo come campo di sperimentazione normativa e culturale, capace di incidere concretamente sulla realtà.
Ripensare l’allestimento significa allora riconoscere che la sostenibilità non è un vincolo esterno al progetto, ma una forma di responsabilità culturale. È qui che si gioca la possibilità di trasformare un gesto effimero in una pratica di lungo periodo, capace di incidere sulla qualità del nostro abitare e del nostro immaginare.
Note
¹ Questo approccio di lettura e analisi risulta fondamentale per la comprensione dello sviluppo tecnico e stilistico del settore dell’exhibit. Nella sezione “Imparare dai maestri” della piattaforma NonSiButtaViaNiente si possono trovare 100+ casi studio di mostre storiche e contemporanee analizzate dagli studenti dell’Università Iuav di Venezia secondo i codici dell’exhibit. Link: https://formazione.nonsibuttavianiente.it/imparare-maestri/
² Il Cluster NSBVN – Sustainable Exhibit, promosso dall’Università Iuav di Venezia e da una rete di partner accademici, istituzionali e imprenditoriali (Federlegno Asal, Aefi, Icom Italia, Triennale di Milano, Fondazione Prada, Musei Civici Venezia..) struttura una offerta formativa articolata: corsi online sui vari temi dell’exhibit; articoli che presentano una contro-storia dell’esporre; articoli e informazioni su normative e toolkit per la misurazione dell’impatto ambientale; librerie open source di soluzioni tecniche applicabili; una collana editoriale con pubblicazioni scientifiche, casi studio e testi divulgativi. Inoltre il Cluster promuove workshop sul campo, cooperazioni con enti e imprese del settore e sviluppa ricerche collaborando direttamente con le università e i ricercatori. Link: https://formazione.nonsibuttavianiente.it
³ l convegno del 24 ottobre 2025, promosso dal Cluster NSBVN – Sustainable Exhibit e intitolato “Ecoframes: i sistemi dell’exhibit design, si terrà presso Palazzo Badoer dell’Università Iuav di Venezia e sarà dedicato al tema della sostenibilità negli allestimenti temporanei. Link: https://www.iuav.it/it/eventi/ecoframes-materiali-policies-e-connessioni-circolari