Giovedì 10 luglio 2025
Il mio nome è Jolly Roger
 
Il programma pirata di Salmastra
Scritto da: Bruna Bonanno

In una densa riflessione intitolata ‘Che cos’è il sud? Saggio su una terra inappropriabile’, Leonardo Mastromauro ragiona su una definizione di sud a partire da un essenziale movimento di inappropriabilità ravvisabile, e a suo dire unicamente possibile, nell’intersezione dei concetti di paesaggio, indigeno e dialetto. Riallacciando e slacciando le fila di discorsi che abitano oltreoceano e sospendono le strategie di appropriazione (tutte europee) entro cui si è sussunto il modo di concettualizzare e rappresentare il mondo, Leonardo chiama sud quell’intensità «che attraversa le relazioni socio-spaziali e che, nell’atto stesso di destituire l’operare della macchina geopolitica, apre la vita alla dimensione dell’inappropriabile». 


L’inappropriabilità, diventa così la categoria concettuale, immaginale per dire e fare sud. Contro ogni forma di governabilità e sovranità, di controllo e amministrazione, contro il potere di acquisto, di possesso, di assoggettamento dentro bandiere nazionali e confini armati. Sud, dunque, come liberazione dal concetto stesso di proprietà che, con un salto, o meglio un tuffo, si ribalta e diventa un movimento ondoso, inafferrabile, posizionato al di fuori delle terre e, fieramente, estraneo alla legge del territorium, di quel terrere che altro non è che l’esercizio del terrore che limita e legittima, ovvero terrorizza, ogni geografia e abitare. In opposizione a un farsi dominante di sopraffazione e dominio terra-centrici e terrestri, ecco che con un andamento trasversale e mobile, con piedi e testa immersi e sommersi in acque mediterranee, più e meno salate, si compone, scompone e ricompone, senza misure, Salmastra


Associazione interdisciplinare con sede a Catania, nel porticciolo di San Giovanni Li Cuti – primo accesso libero e ancora gratuito al mare della città – Salmastra prende forma e orientamento nel 2022 attraverso e a partire da quelle intimità rivoluzionarie che soltanto certe amicizie sanno rendere pubbliche, e dunque politiche, nel loro mutare continuamente e collettivamente senso e direzione. Tutte, tutti di origini catanesi, per un momento o forse più – come consuetudine di chi nasce e cresce sulle isole – emigrate, emigrati, per motivi di studio e per motivi di lavoro, verso i continenti e le terre del nord, e poi richiamate, riattaccati, rismistate al sud, al mare, in un continuo andirivieni che tiene insieme spostamenti e paesaggi obliqui. Una postura salmastra, fatta di acqua dolce e acqua salata insieme, che parte dal sud e al sud fa ritorno, sperimentando forme di aggregazione alternative, pratiche di cittadinanza attiva e opportunità di socialità possibili e plurali per un incontro e uno sguardo consapevoli e sostenibili su e con il mare, le sue tradizioni e comunità che sono umane, e non, e più.


In particolare, in dialogo e prossimità con l’Associazione Pesca&Mare, fondata nel 2005 dalla comunità dei pescatori del porticciolo, e altre realtà locali, Salmastra tenta e ridiscute relazioni possibili tra umano e ambiente d’acqua attraverso escursioni, residenze d’artista, performance, laboratori, assemblee pubbliche, conversazioni in mare e in terra – che annodano insieme pratiche e saperi, antichi e recenti, spesso invisibilizzati o nel tempo in dissolvenza. Trae così origine e iniziativa il desiderio di dar spazio e luce a discorsi, cartografie, ragionamenti, presenze, domande spesso poco frequentati e mal posti. Volontà comune e condivisa che si trasforma e da due anni prende il nome di mycto.forme – dai myctophiformes, una famiglia di pesci di mare, i cosiddetti pesci lanterna, la cui luminescenza diviene metafora e strumento per illuminare quello che non si può dire, quello non si può fare e che, invece, sarebbe il caso di accendere. Soprattutto a sud. Sorge così una rassegna interdisciplinare, intermediale, intergenerazionale che mette alla prova, gioca, improvvisa forme di narrazione mobili e mosse tra e inter linguaggi eterogenei a monito e suggello delle stratificazione e complessità, ovvero dell’inappropriabilità, dell’ecosistema acquatico e dei suoi abitanti. 


Nella sua prima edizione, estesa in tre giornate per tre settimane di un’estate strabordante di pietra lavica e fiamme, sabbie nere sui marciapiedi e incendi per le strade, mycto.forme si palesa pieno d’acqua dentro esposizioni d’artista, banchetti di libri, conversazioni tra pescatori, curatori, scienziats, artists, proiezioni audiovisive e concerti di musica dal vivo: mescolanze e intersezioni di corpi, tra nord e sud, che assecondano tre movimenti dedicati all’abitare in mare, alle pratiche artistiche sulle isole e alle (contro)narrazioni di e su la Sicilia. Con capovolgimento e spirito di storia e rivoluzione, o forse soltanto con l’intento di reinventare e celebrare il tempo privilegiato di alcune terre e mari del mondo in cui è ancora – non si sa per quanto – possibile incontrarsi e immaginare collettivamente, con gioia, in mezzo al mare, ecco che mycto.forme, nella sua seconda edizione, si posiziona all’ombra del Jolly Roger. 


Simbolo transnazionale dell’equipaggio pirata, il Jolly Roger – dal francese jolie rouge, bandiera rossa o dall’inglese old roger, vecchio diavolo – diviene occasione e immaginario per sperimentare condizioni di possibilità e prospettive di ecologie radicali. Sotto e fuori dall’acqua salata, tre giornate accorpate nella seconda metà di una sola settimana, propongono momenti di convivialità e convivenza per immergersi in pratiche di attivismo e militanza che partono dal mare e per mare si muovono. Dentro il porticciolo, sulle barche, tra gli scogli e i cuti, lungo le vie della costa, la rassegna invita così la città e chi la attraversa a prendersi un tempo, lento, dilatato, lucido e testardo, per riflettere, inventare, ballare intorno a forme di resistenza e contro-culture che sanno, possono esistere soltanto a sud, tra le sue isole. All’ombra di una bandiera che non mette al bando, che non funziona né come limite né come imposizione e che, invece, ricuce e tiene insieme pezzi, storie, visioni, il programma si delinea senza mai del tutto definirsi, mai del tutto esaurirsi nei margini di un’organizzazione chiusa e compromessa: un esperimento anarchico di condivisioni all’ultimo minuto, senza minuto.  


Può accadere, di nuovo e diversamente, un equipaggio pirata? Si può dire e fare a sud? 

72 ore per riabilitare un immaginario extra-territoriale, transnazionale, multilingue con cui gioire di mondi vicini e lontani e così rivendicare un frattempo in cui riconoscersi, nei desideri e nelle prospettive libertarie, liberate – quindi libere? Di seguito, il canovaccio, le linee, i movimenti dell’edizione di quest’anno, nella certezza esclusiva delle sole date, senza orari. Oppure con gli orari, sui canali social di Salmastra, pur sapendo che non saranno mai rispettati.


Escursioni in barca San Giovanni Li Cuti - settembre 2024
Festina Lente, À l’Art Bordage - giugno 2024
mycto.forme - luglio 2024

Escursioni in barca San Giovanni Li Cuti - settembre 2024 — Festina Lente, À l’Art Bordage - giugno 2024 — mycto.forme - luglio 2024



9 luglio, all’ombra del jolly roger

al mattino, gare di tuffi a mare, pranzo collettivo e altri tuffi senza gare
al tramonto, la parata all'ombra del Jolly Roger a cura di Lydia Giordano e SuNAMU AFRO
e l’alza-abbassa bandiera ovvero l’inaugurazione di mycto.forme presso l’Associazione Pesca&Mare

e la presentazione della mappatura della costa catanese a cura di  Fermento Urbano
infine il Convivio Acquatico a cura di Tocia! Cucina e comunità, in cucina con Ginevra Dolcemare e Uccalamma.

10 luglio, sotto e fuori dall’acqua

al mattino, escursione in barca a cura di Associazione Pesca&Mare, con cofFISH, la colazione di Tocia! Cucina e comunità insieme al racconto scientifico di Maria Cristina Mangano

in mezzo il banchetto di libri di Mesogea e di Eleuthera a cura di Legatoria Prampolini e conseguenti letture ad alta voce, a mollo – improvvisate per tutta la giornata
al tramonto, l’inaugurazione delle esposizioni d’artists: Inner Sea, mostra fotografica a cura di Sergio Attanasio, People do Water, installazione a cura di Benedetta Panisson, Blu, video a cura di Livia Bartolucci e Prem S. Tosi
e la loro performance immersiva via terra e la conversazione su quali pratiche di resistenza sotto e fuori dall’acqua? moderata da Emilio Massimo Caja, in dialogo con Antonio Castorina e Francesca Bonaccorso del Centro Studi Acitrezza, Gaetano D'Imprima dell'Associazione Pesca&Mare, Roberta da Soller del Sale Docks di Venezia, Elena Grimaldi del Movimento No Ponte, Michele Rallo e Mara Guadagni per Associazione Culturale Borgo Marinaro di Punta Longa.

e la cena tra i cuti a cura di Tocia! Cucina e comunità, una cucina vegetale dal mare di Ginevra Dolcemare in collaborazione con Uccalamma
infine le proiezioni audiovisive A Fridda (29') di Fulvia Bernacca, Amb les fulles oposades (8') di Laura Palau, A pesca (9') di Associazione Pesca&Mare, Abyss (55') di Igor D'India


11 luglio, in mezzo al mare 


al mattino, escursione in barca a cura di Associazione Pesca&Mare, con cofFISH, la colazione di Tocia! Cucina e comunità insieme al racconto scientifico di Francesco Tiralongo

in mezzo il banchetto di libri di Mesogea e di Eleuthera a cura di Legatoria Prampolini e conseguenti letture ad alta voce, a mollo – improvvisate per tutta la giornata
al tramonto, l’inaugurazione delle esposizioni d’artists: Inner Sea, mostra fotografica a cura di Sergio Attanasio, People do Water, installazione a cura di Benedetta Panisson, Blu, video a cura di Livia Bartolucci e Prem S. Tosi

e la performance sonora via mare a cura di Mac Tire  

e la conversazione su contro-culture in mezzo al mare: è un’isola o una barca? moderata Cinzia Settembrini; in dialogo: Fulvia Bernacca, Ela Raciti per Avaja, Giulia per Marosi Stromboli, Elettra Bottazzi per Amenei, Cristina Alga di Mare Memoria Viva, Livia Bartolucci e Prem S. Tosi per Infinity Expedition, Mauro Maugeri per ABADIR

e la cena tra i cuti a cura di Uccalamma, una cucina sostenibile dal mare in collaborazione con Ginevra Dolcemare

e le proiezioni audiovisive: in collaborazione con ABADIR – Accademia di Design e Comunicazione Visiva, Cefalù Nascosta - quello che i più non vedono (4') di Lucia Buscemi, Aurora Piazza, Alessia Prestigiacomo, La bellezza Infestata (4') di Giulia Fato, Mario Paolino, Gaia Patti, Acitrezza - quello che resta (5') di Clarissa Raimondo, Julia Glinka, Samuele Federico e in collaborazione con Filmoteca Regionale Siciliana: Rivoluzione in onda (69') di Alberto Castiglione

infine il concerto di musica dal vivo, ovvero una jam session di artists locali

Foto di Yon Montoto su Unsplash

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