Michela Vanda Caserini, ricercatrice del Politecnico di Milano e illustratrice, ha curato un racconto visivo a carattere di inchiesta sull’impatto ambientale delle infrastrutture legate alle Olimpiadi invernali nei paesaggi montani. Utilizzando il disegno a mano come strumento di analisi e racconto critico, denuncia processi di trasformazione e di progressivo depauperamento ambientale indotti dagli interventi infrastrutturali. Un omaggio attualissimo a Eduardo Galeano.
“Ha forse un padrone la terra? Com’è possibile? Come si può venderla? Come si può comprarla? Se non ci appartiene, ebbene, noi siamo suoi. Suoi figli siamo. E così sempre, sempre. Terra viva. Come genera i vermi, così ci genera. Ha ossa e sangue. Ha latte, e ci dà da pappare. Ha capelli, erba, paglia, alberi. Sa partorire patate. Fa nascere case. Fa nascere gente. Lei ha cura di noi e noi la curiamo. Lei beve chica, accetta il nostro invito. Siamo figli suoi. Come si può venderla? Come si può comprarla?” Eduardo Galeano, “Memoria del fuoco”
Considerare un atto di depredazione solo quando un popolo compromette l’esistenza di un altro popolo è una posizione di evidente limite. Sarebbe opportuno ridefinire i confini in cui questo atto si configura e includere, all’interno dell’alterità, anche ciò che umano non è. In questa estensione si colloca il concetto di ecocidio: la distruzione sistematica degli ecosistemi come conseguenza diretta di azioni economiche e infrastrutturali. Un reato che nella legislazione internazionale non è pienamente riconosciuto come tale.