A quanto ammontano le perdite? Secondo le stime fornite dallo studio dell'agenzia belga alcuni ambiti di questo settore avrebbero perso nel secondo trimestre del 2020 fino all'80% del loro fatturato. Tra le pochissime nazioni ad aver compilato una valutazione interna sullo stato attuale delle industrie culturali e creative c'è la Germania, che in uno scenario prudenziale stima una perdita di circa 21,7 miliardi di euro, pari al 12,7% del suo fatturato annuo. Nonostante l'alta partecipazione digitale, infatti, il report sottolinea che ad essere diminuita in modo significativo è la spesa diretta per attività ricreative e prodotti culturali: -10% nel Regno Unito, -7% in Germania, -6% in Francia e -5% in Italia; consumi che si ipotizza continueranno a scendere nei prossimi mesi viste le restrizione e la mancanza di politiche culturali mirate per la ripartenza. Basti pensare quanto le limitazioni imposte dal distanziamento sociale peseranno sui bilanci delle imprese del settore: il Rijksmuseum , che normalmente accoglie 12.000 visitatori al giorno, dall'8 giugno potrà staccare solamente 2.000 biglietti, mentre il Teatro alla Scala dovrà limitare il proprio pubblico a 200 persone con una perdita fino a 50.000 euro al giorno. Anche la chiusura prolungata delle sale cinematografiche sta creando danni preoccupanti a tutta la filiera: secondo un'analisi Unesco , l'industria del cinema starebbe perdendo a livello globale circa 7 miliardi di euro.