Vittoria Martini

storica dell'arte

Dopo avere conseguito il Phd in Teorie e storia delle arti (Università IUAV di
Venezia e Università Cà Foscari Venezia), ha sempre lavorato come storica
dell’arte indipendente. L’unico lavoro costante dal 2013 è a CAMPO, il corso di
teorie e pratiche curatoriali istituito dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
dove è una delle quattro tutor, tiene il corso di storia delle mostre e delle pratiche
curatoriali e il seminario di scrittura “scrivere per l’arte” (con Giorgina Bertolino).
È grazie alla collaborazione con diversi artisti (Antoni Muntadas, Thomas
Hirschhorn, Maria Eichhorn) che ha assunto la pratica artistica della critica
istituzionale nella metodologia storica per analizzare l'istituzione della “Biennale di
Venezia”, che intende come metafora produttiva per affrontare questioni sistemiche
più ampie. La “Biennale” è il soggetto dei suoi studi e delle sue pubblicazioni dal
2005 (il più recente è Art is not an innocent Field. Reflection on the borders of the
Venice Biennale
, in “Routledge Companion to Art Biennals”, ed. by P. Kompatsiaris,
Routledge 2025). Attualmente sta lavorando a una pubblicazione sulla
privatizzazione dello spazio pubblico veneziano a partire dal caso studio dei giardini
“della Biennale”. È autrice di Thomas Hirschhorn: The Bijlmer Spinoza Festival. The Ambassador
Diary
(Hatje Cantz, 2023).

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