Questo articolo di Pau Rausell-Köster e Francesco Molinari, proposto su cheFare nella traduzione italiana, è parte di una collaborazione tra cheFare e Radical Creativities. L'originale è consultabile qui, sul sito di Radical Creativities.
Abstract: Questo articolo introduce “Virtuopolis”, un innovativo concetto di città digitale costruita sui principi della virtù e dell’eccellenza nelle dimensioni sociale, culturale, intellettuale ed etica. A differenza dei digital twin tradizionali, Virtuopolis mira a replicare non soltanto gli aspetti fisici di una città, ma anche le sue dimensioni culturali, emotive e simboliche. Il framework a tre livelli di Virtuopolis comprende “Le Cose”, incentrato sulla digitalizzazione e conservazione del patrimonio culturale; “I Flussi”, che catturano le interazioni culturali dinamiche; e “Le Esperienze”, che misurano l’impatto delle esperienze culturali sulla vita personale e sociale. Sfruttando metodi computazionali avanzati e teoria delle reti, Virtuopolis fornisce una piattaforma per sperimentazioni di pianificazione urbana, favorisce la collaborazione tra stakeholder eterogenei e migliora la vivibilità delle città integrando valori culturali e artistici.
Parole chiave: Virtuopolis, Digital Twin, Pianificazione Urbana, Politiche Culturali, Sostenibilità
Il termine “Virtuopolis” si ricava etimologicamente dalla fusione del latino virtus, che significa “virtù”, e del greco polis, “città”. In greco antico, il concetto di ἀρετή (aretè) denota eccellenza o virtù in vari ambiti – morali, sociali, culturali o intellettuali. A ciò si aggiunge che la parola “virtuale” deriva anch’essa dal latino virtus, ma è evoluta nel senso di “essere qualcosa in essenza o effetto, benché non realmente o di fatto”. Il termine “virtuale” suggerisce dunque una realtà esistente in potenza, ma non in forma tangibile, coerente con l’idea di Virtuopolis come città che incarna virtù ed eccellenza in forma concettuale o digitale, anziché materiale.
Unendo i concetti di virtus e polis, e integrando la moderna nozione di “virtuale”, immaginiamo Virtuopolis come città ideale che coniuga essenza ed effetto, fondata sulle più elevate virtù e protesa all’eccellenza in tutte le sue dimensioni: sociale, culturale, intellettuale ed etica. Questa città concettuale modella come le comunità possano organizzarsi attorno a principi di virtù, creando un ambiente in cui gli abitanti esprimono pienamente il proprio potenziale e contribuiscono al benessere collettivo.
Il successo dell’Unione Europea come prototipo di governance globale poggia su un potente racconto culturale che convince i cittadini di un’identità condivisa. Questo racconto unisce il mosaico eterogeneo di 27 nazioni, 24 lingue ufficiali, numerosi gruppi etnici e una vasta gamma di ecosistemi sotto i valori illuministi di ragione, libertà, uguaglianza, tolleranza e progresso. Tale unità, costruita attraverso le opere di romanzieri, saggisti e registi influenti, continua a plasmare il ruolo dell’Europa nel mondo, soprattutto tramite la sua soft power. Se l’influenza politica, economica e militare europea declina, la sua influenza culturale resta una forza vitale, alla base della sua integrazione pacifica e democratica e del modello che propone per la governance globale futura.
La cultura contribuisce in modo determinante alla soddisfazione di vita, fornendo piacere, coinvolgimento e significato (Peterson et al., 2005). Dunque, il futuro dell’Europa dipende dall’abbracciare l’idea di “homo culturalis” anziché di “homo oeconomicus”, integrando i valori culturali nei domini socio-economici per favorire uno sviluppo sostenibile. Le politiche devono dare priorità ai diritti culturali per migliorare il benessere dei cittadini, sostenute da razionalità, intelligenza emotiva e creatività. Questo passaggio dalla predominanza economica a quella culturale richiede di valorizzare talento, empatia e valori condivisi, facendo della cultura uno strumento trasformativo per il cambiamento sociale.
Nessuno propone di ingegnerizzare sentimenti ed emozioni nei progetti utopici di città, data l’instabilità insita nella “chimica culturale”. Tuttavia, tutti gli esercizi utopici (Kong, 2014) prevedono infrastrutture cittadine, gestione dei rifiuti, approvvigionamenti e relazioni sociali. Ma la definizione di città, pur richiedendo un meccanismo funzionale per le interazioni economiche e sociali, ruota intorno al suo nucleo simbolico e culturale. Le città si plasmano organicamente attorno a icone e simboli – che siano templi, leggende, piazze porticate per il commercio o quartieri degradati.
Il concetto di Virtuopolis come “città gemella digitale” culturale e artistica offre una via promettente per integrare questi valori nello sviluppo urbano, garantendo la rilevanza dell’Europa nella geopolitica futura. Virtuopolis e il Nuovo Bauhaus Europeo condividono principi e obiettivi fondamentali: entrambi danno priorità all’integrazione di arte e cultura nello sviluppo urbano. Virtuopolis si avvale di rappresentazioni digitali in forme artistiche per interpretare e ispirare la realtà, mentre il NEB arricchisce gli spazi urbani traendo ispirazione da arte e cultura per creare contesti esteticamente gradevoli. Entrambi enfatizzano sostenibilità, coinvolgimento della comunità e combinazione olistica di elementi estetici, funzionali e sostenibili.
Virtuopolis agisce come sandbox per sperimentare nuove soluzioni urbane attraverso espressioni creative, allineandosi all’obiettivo del NEB di costruire ambienti belli e sostenibili che rispondano ai bisogni e alle aspirazioni umane.
Dai digital twin alle Virtuopolis
La digitalizzazione sta trasformando i nostri modi di pensare e agire. Oggi edifici, insediamenti e città funzionano in modo più efficiente grazie ai loro “digital twin”. Un digital twin è una replica virtuale di un processo fisico che ne rispecchia le operazioni in tempo reale. Introdotto da Michael Grieves nei primi anni 2000 in ambito ingegneristico, il concetto ora include modelli di simulazione digitale paralleli a processi real-time in sistemi sociali, economici e fisici.
Queste simulazioni migliorano le decisioni di progetto focalizzandosi sull’efficienza delle risorse, sulla riusabilità e sull’impatto ambientale. Un “twin city digitale”, o “smart city twin”, crea la controparte virtuale di una città integrando dati da sensori, IoT, immagini satellitari e banche dati comunali. Tale piattaforma aiuta urbanisti e stakeholder a simulare scenari, ottimizzare la pianificazione urbana e potenziare le decisioni. Sfruttando dati in tempo reale e analisi avanzate, il digital twin cittadino affronta congestione del traffico, utilizzo energetico, sostenibilità ambientale e sicurezza pubblica.
Le città, però, non sono mere costruzioni ingegneristiche:
sono manufatti culturali plasmati da emozioni, significati e simboli
Le città, però, non sono mere costruzioni ingegneristiche: sono manufatti culturali plasmati da emozioni, significati e simboli, rendendo i digital twin convenzionali inadeguati. Virtuopolis è una proposta innovativa che non solo replica la realtà di una città ma ne riflette gli elementi simbolici e iconici. Mira a comprendere il flusso di idee, le relazioni tra le persone e la generazione di nuovi significati. Cattura anche emozioni, impatti cognitivi e attributi estetici della vita urbana. A differenza dei digital twin tradizionali, Virtuopolis interpreta, comunica e ispira tramite mezzi creativi e artistici.
Virtuopolis serve molteplici scopi – policymaking, educazione, intrattenimento, sensibilizzazione e coinvolgimento – calibra-ti su audience e fonti dati diverse. Facilita la distorsione creativa e artistica attraverso realtà aumentata, metaversi e immersioni sensoriali. In definitiva, Virtuopolis è uno spazio pubblico per rappresentare simbolicamente la realtà, consentendo sperimentazioni creative e l’esplorazione di nuove connessioni.
Sviluppare Virtuopolis richiede potenziare ed esperi-mentare nuovi sistemi di misura, metodologie e dispositivi per esplorare e quantificare bellezza, creatività, empatia, armonia, senso di appartenenza e persuasione. Questi dati, sotto controllo sociale e regole comunitarie condivise, diventano materiale grezzo per formulare ipotesi, condurre esperimenti e proporre simulazioni legate alle sfere simboliche e culturali delle città. Virtuopolis può raccogliere ampi dati sulle emozioni e sugli umori dei cittadini tramite survey, riconoscimento facciale, EEG, rilevazione dei movimenti (EMOKINE – Christensen et al., 2024) o indicatori indiretti come l’analisi delle acque reflue.
I tre livelli di Virtuopolis
Accademici descrivono le caratteristiche urbane tramite “anima della città” o atmosfera (Canepa et al., 2019) e “corpo della città” o aspetti tangibili (Kourtit et al., 2021). Oppure, Sennett (2018) contrappone la Ville – l’ambiente costruito – e la Cité – il modo di vivere e relazionarsi. Virtuopolis trasforma questa dualità in un ternario che include relazioni, flussi ed emozioni nella cultura urbana, abbracciando paesaggi estetici, connettività e vivacità culturale.
Il framework di Virtuopolis integra senza soluzione di continuità tre livelli distinti (cfr. tabella seguente). Il primo, “Le Cose”, si concentra sulla digitalizzazione e conservazione del patrimonio culturale, includendo beni tangibili come manufatti storici e intangibili quali romanzi, immagini, film e pubblicità legati alla città fisica.
Il secondo, “I Flussi”, sposta l’attenzione alle dinamiche di interazione. Evidenzia il “milieu creativo” tracciando movimenti di idee e persone con sensori e dati, identificando novità culturali e favorendo nuovi significati. Questo livello racchiude la vitalità culturale nata dalla sinergia di talenti creativi e interazioni.
L’ultimo, “Le Esperienze”, mira a catturare e misurare le esperienze culturali – personali, collettive, sociali o professionali. I tipi di misurazione e dati variano tra i livelli: nel primo, si raccolgono dati su stock di arte, cultura e patrimonio. Nel secondo, si misurano variabili di flusso e generazione di idee. Nel terzo, si analizza come l’interazione tra flussi, idee e stock inneschi esperienze culturali.
Le “Cose” culturali
Il concetto di città culturale, esplorato da Rausell-Köster et al. (2022), considera lo spazio geografico ricco di risorse culturali. Il successo di molte città si fonda su questa densa accumulazione di risorse, un patrimonio storico-materiale trasformato in asset urbani. Le heritage cities hanno eccelso nel riconoscere e valorizzare risorse culturali materiali e simboliche, e tramite regolamentazioni stringenti ne garantiscono protezione e conservazione, aumentando attrattività e funzionalità.
Le “Cose” culturali potenziano la capacità di una città di attrarre o sviluppare funzioni di ordine superiore, incrementare l’efficienza interna (Camagni et al., 2015) e raggiungere economie di scala tramite la resignificazione dei suoi attributi materiali. Ciò avviene attraverso nuove narrazioni, la costruzione o valorizzazione del patrimonio esistente, o la creazione di icone per migliorare la produttività media. Ma le simulazioni con veri asset del patrimonio sono limitate. In questo contesto emerge la volontà europea di digitalizzare il patrimonio costruito: nel 2019 gli Stati membri hanno riconosciuto la necessità di un impegno paneuropeo per digitalizzare in 3D artefatti culturali, monumenti e siti. Nel 2021 la Commissione ha raccomandato uno spazio dati unificato per il patrimonio culturale, invitando a obiettivi chiari di digitalizzazione e conservazione. Entro il 2030 si punta a catturare digitalmente in 3D tutti i monumenti e siti a rischio e il 50 % dei siti culturali più visitati, con priorità a quelli meno digitalizzati.
Le repliche digitali di asset culturali aprono nuove frontiere di sperimentazione in realtà virtuali o estese, consentendo scenari immaginativi – dal far scomparire cattedrali al dipingere edifici di arancione, fino a disperdere monumenti in città. Realtà estese e Metaverso ampliano significativamente la capacità di ricreare, inventare ed esperimentare con il patrimonio, generando nuovi contesti e scenari.
Inoltre, questo approccio si applica a progetti di ricerca per progettare spazi pubblici vivaci: workshop che raccolgono feedback di stakeholder, integrati in modelli computazionali per posizionare sculture o street art, dimostrando la pianificazione “human-in-the-loop” dove l’expertise locale alimenta il modello.
Non basta: le città sono ricche di narrazioni provenienti da film, libri e videogiochi, che insieme agli elementi fisici arricchiscono l’esperienza culturale dei cittadini. Pertanto, i dati sulla cultura urbana devono includere tanto la realtà quanto le narrazioni finzionali impresse in innumerevoli opere artistiche e culturali.
L’interfaccia dei Flussi
Una città intelligente incarna l’impegno culturale nella dinamica attività di agglomerazione urbana, enfatizzando scambio di idee, comunicazione interpersonale e interazione, creando opportunità di connessioni prima improbabili. Una smart city catalizza esperienze culturali sfruttando la concentrazione di interessi specializzati, incentivando ibridazioni e incontri fortuiti.
Le economie di agglomerazione nascono da economie di scala ed effetti di rete quando imprese e individui sono vicini. Questa prossimità, come suggerisce Glaeser (2011), corrisponde a costi di trasporto ridotti per merci, persone e idee. L’obiettivo è creare un ambiente abilitante che identifichi asset tangibili e intangibili, aiutando le città ad attrarre talenti creativi, stimolare il coinvolgimento culturale e favorire interazioni tra cittadini artistici e creativi.
Per Virtuopolis è essenziale sviluppare sensori e indicatori per misurare il livello e la profondità degli scambi di idee, il flusso di sogni, la probabilità di incontri casuali, la ricchezza e l’intensità degli stimoli paesaggistici e il processo di generazione di novità culturali. Progettare tali misure richiede la collaborazione di scienziati cognitivi, artisti, designer, programmatori e altri esperti.
Lo spazio delle Esperienze culturali
Le città da sempre suscitano esperienze emotive e culturali, concetto esplorato in profondità nell’urban fenomenology da Willis e Nold (2022). Come sottolineato, alcuni studiosi individuano in piacere, coinvolgimento e significato le tre componenti fondamentali della soddisfazione di vita, strettamente legate al godimento dei diritti culturali e all’equilibrio tra benessere personale, realizzazione professionale e impegno comunitario. Ogni elemento sostiene gli altri, creando una vita equilibrata e appagante.
Il successo delle città si misura dalla loro capacità di soddisfare i bisogni simbolici dei residenti, una capacità che oggi ritrova la sua rilevanza originaria, sempre più interconnessa con l’ecosistema culturale. Le città, come spazi di creatività e sperimentazione, aggiungono valore offrendo stimoli per lo sviluppo olistico tramite ricerca creativa, piacere ed esperienze diversificate e arricchenti.
La rilevazione tradizionale di strutture e infrastrutture che generano piacere fisico, estetico, cognitivo o relazionale – parchi, musei, centri culturali, cinema, librerie – è agevole. Virtuopolis deve però catturare anche come il settore culturale e creativo contribuisca a occupazione, creazione di posti di lavoro e innovazione nelle città. Il nodo cruciale risiede non solo nella funzionalità e nell’efficienza dell’apparato economico, ma anche nel potenziale del tessuto sociale e nello spazio che offre per coltivare relazioni personali e sociali – in sostanza, la vivibilità urbana (McArthur & Robin, 2019). Ed è qui che entrano in gioco le emozioni.
Nell’urbanistica, collegare l’anima dei luoghi ai comportamenti e alle emozioni degli utenti è essenziale per migliorare la qualità della vita.
Le emozioni includono sentimenti, processi cognitivi, attivazione corporea e comportamento. Nell’urbanistica, collegare l’anima dei luoghi ai comportamenti e alle emozioni degli utenti è essenziale per migliorare la qualità della vita. Sviluppare un livello di esperienze culturali in città implica una relazione misurabile tra stati emotivi dei cittadini, capacità cognitive e caratteristiche urbane, in linea con la raccolta di dati in tempo reale nelle smart city. L’analisi dei sentimenti sui social media, per esempio, mappa il benessere degli utenti in luoghi specifici.
I cittadini possono fungere da fonti di dati – il concetto di “humans as sensors” (Willis & Nold, 2022) – integrando o sostituendo i sensori tradizionali con misurazioni soggettive. Dati emotivi, raccolti tramite dispositivi biometrici come GSR (Galvanic Skin Response) ed EEG (Elettroencefalogramma) o tramite survey convenzionali, forniscono insight sull’ambiente urbano. Con i progressi dell’IA e l’uso diffuso dei social media, dati sulle emozioni e sui processi cognitivi diventano sempre più preziosi, e Virtuopolis può diventare il loro repository, generando valore sociale e configurandosi come bene comune.
Virtuopolis, uno strumento essenziale per la pianificazione urbana e culturale
L’avvento della tecnologia dei digital twin ha rivoluzionato l’approccio alla pianificazione urbana. Nato in ambito ingegneristico, il concetto si è esteso ai sistemi sociali, economici e fisici, consentendo di simulare e analizzare scenari diversi, ottimizzando progettazione e gestione urbana e migliorando l’efficienza e le decisioni.
Virtuopolis amplia il concetto di digital twin includendo dimensioni culturali e artistiche. Utilizza rappresentazioni digitali in forme artistiche per interpretare e ispirare la realtà, non limitandosi a simulare entità fisiche. Questo approccio innovativo si allinea con il Nuovo Bauhaus Europeo, puntando a creare ambienti urbani belli e sostenibili. Virtuopolis pone al centro il nucleo simbolico e culturale delle città, viste come spazi di creatività e sperimentazione. Integrando mondi digitale e fisico, Virtuopolis approfondisce la comprensione delle dinamiche urbane e rafforza il legame tra cittadini e ambiente.
Virtuopolis svolge un ruolo chiave nell’affrontare le sfide urbane contemporanee tramite sperimentazioni creative e artistiche. Sfruttando metodi computazionali avanzati e teoria delle reti, ottimizza le interazioni dei cittadini con significati, icone e cultura cittadina. Permette di testare politiche, migliorie infrastrutturali e progetti di sviluppo urbani in un contesto virtuale, riducendo i rischi prima della realizzazione fisica. Questo approccio favorisce la collaborazione tra enti governativi, imprese, ricercatori e cittadini, promuovendo sforzi congiunti per affrontare le problematiche urbane.
Inoltre, Virtuopolis sottolinea l’importanza di catturare emozioni e risposte cognitive nella pianificazione urbana. Integra algoritmi che collegano spazi fisici alla generazione di emozioni, considerando la città come manufatto culturale plasmato dall’intreccio di emozioni, significati e simboli. Questi dati emozionali e cognitivi, raccolti tramite analisi dei sentimenti sui social media e dispositivi biometrici, offrono preziosi insight sull’ambiente urbano, migliorano la vivibilità e forniscono strumenti per affrontare le principali sfide urbane.
In conclusione, Virtuopolis è uno strumento imprescindibile per la pianificazione urbana e culturale delle città del XXI secolo. Colma il divario tra realtà fisica e digitale, rafforza il legame tra cittadini e ambiente, integra valori culturali e artistici nello sviluppo urbano e garantisce città vivaci, sostenibili e in grado di rispondere ai bisogni evolutivi degli abitanti. Questo approccio innovativo non solo migliora la funzionalità delle città, ma arricchisce le esperienze culturali ed emotive dei residenti, contribuendo alla creazione di spazi urbani più vivibili e dinamici.
Riferimenti
Camagni, R., Capello, R. & Caragliu, A. (2015). The Rise of Second-Rank Cities: What Role for Agglomeration Economies? European Planning Studies, 23(6), 1069–1089.
Canepa, E. et al. (2019). Atmospheres: Feeling Architecture by Emotions. Ambiances, 5, 0–29.
Christensen, J. F. et al. (2024). EMOKINE: A software package and computational framework for scaling up the creation of highly controlled emotional full-body movement datasets. Behavior Research Methods.
Concilio, G., Molinari, F. & Morelli, N. (2017). Empowering citizens with open data by urban Hackathons. CeDEM 2017, 125–134.
Glaeser, E. (2011). El triunfo de las ciudades.
Kong, L. (2014). From cultural industries to creative industries and back? International Journal of Cultural Policy.
Kourtit, K. et al. (2021). A Structural Equation Model for Place-based City Love: An Application to Swedish Cities. International Regional Science Review, 44(3–4), 432–465.
McArthur, J. & Robin, E. (2019). Victims of their own (definition of) success: Urban discourse and expert knowledge production in the Liveable City. Urban Studies, 56(9), 1711–1728.
Peterson, C., Park, N. & Seligman, M. E. P. (2005). Orientations to happiness and life satisfaction: the full life versus the empty life. Journal of Happiness Studies, 6(1), 25–41.
Rausell-Köster, P. et al. (2022). Cultural experiences in the framework of “cultural cities”: measuring the socioeconomic impact of culture in urban performance. City, Territory and Architecture, 9:38.
Sennett, R. (2018). Building and Dwelling: Ethics for the City.
Willis, K. S. & Nold, C. (2022). Sense and the city: An Emotion Data Framework for smart city governance. Journal of Urban Management, 11(2), 142–152.
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