Venerdì 06 marzo 2026
L’importanza di una cultura della partecipazione
 
Per contribuire al benessere delle persone
Dal web

Per una cultura della partecipazione è un saggio a più voci che mira a offrire strumenti concreti, casi reali e riflessioni. “Partecipazione” è infatti una parola e una pratica a cui si fa sempre più spesso riferimento, ma che – anche per questo – “rischia di perdere incisività”, come affermano i curatori Gloria Bovio e Oliviero Ponte di Pino.


Che cosa significa partecipare? Che cos’è la partecipazione? Sebbene possa sembrare semplice trovare risposta alle due domande qui poste, la realtà nasconde alcune insidie. Nel corso degli ultimi anni la parola partecipazione infatti ha trovato sempre più campi d’azione, il suo uso è inflazionato e la ritroviamo in progetti, bandi e discorsi istituzionali.


Con l’obiettivo di trattare concretamente la “partecipazione” e non renderla una parola vuota nella retorica quotidiana, Gloria Bovio – architetta, specializzata in antropologia dell’arte, fondatrice di Dialoghi d’Arte – e Oliviero Ponte di Pino – critico e autore teatrale, curatore dal 2012 del programma BookCity Milano e per anni nell’editoria italiana – hanno curato il volume Per una cultura della partecipazione, all’interno della collana Sguardi pubblici di Mimesis.


In 13 saggi – firmati da Marco Aime, Giulia Alonzo, Federico Boni, Gloria Bovio, Andrea Canziani, Maurizio Cilli, Elena Donaggio, Elena Pelosi, Oliviero Ponte di Pino, Luca Ricci, Federica Vittori e Cristian Zanelli – il libro nasce per offrire “strumenti critici e indicazioni pratiche a chi opera nel campo della progettazione culturale”, che si tratti di spettacoli dal vivo o festival, arte contemporanea o architettura. I casi reali e le riflessioni riportate nel testo – che vede la collaborazione di sociologi, artisti, urbanisti e storici dell’arte (tra gli altri) – esplorano le possibilità del nostro tempo e la partecipazione “come pratica viva, necessaria e trasformativa".



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