A partire dal torpore degli anni ’80, l’opinione pubblica si risveglia inorridita allo spettacolo che le si offre: l’Urss e la Cina si spingono verso l’ignoto, rendendo obsoleti i cari vecchi antagonismi Est-Ovest; le nuove potenze industriali dell’Estremo Oriente scuotono le roccaforti economiche tradizionali del capitalismo e del “socialismo”; lo spettro dell’aids avvelena la sessualità…
E, sullo sfondo, una grande paura ecologica guadagna terreno, in quanto gli annunci di catastrofe e le minacce per il futuro sono ritrasmesse dai media ormai sensibilizzati verso questi temi. In breve, non è ancora forse la fine del mondo ma, senza dubbio, è la fine di un mondo.
Foto di Behnam Mohsenzadeh su Unsplash
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