Venerdì 26 giugno 2020
Il significato di 'distanza' quando lo si insegna dentro una scuola 'a distanza'
Scritto da:
cheFare
Fonte:
Minima&Moralia
Dal web
Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Minima&Moralia.
La storia non avverte prima di diventare tale. E gli uomini, che la interpretano, possono leggerla soltanto a posteriori. Io sono un insegnante di lettere e opero all’interno di una scuola media. Fin da quando siamo stati raggiunti dal provvedimento sulla DAD (Didattica a Distanza) ci siamo interrogati, con gli altri docenti, sul significato della parola “distanza”.
Immediatamente abbiamo fatto i conti con una duplicità: a una distanza didattica, di trasmissione del sapere, si aggiungeva una distanza di carattere fisico, emotivo. Questo perché – e ogni docente che sa fare il proprio mestiere lo sa – non esiste insegnamento che non tenga conto della relazione, da un lato fisica, concreta e tangibile, dall’altra sensibile, tramite un contatto meno solido ma ugualmente importante, attraverso la voce, lo sguardo, la mimica.
Cosa ha comportato dunque questa trasformazione? Se c’è qualcosa che ai ragazzi questa generazione manca, oggi più di sempre, è la possibilità di vivere con spirito comunitario; ognuno di loro sperimenta a casa la noia e la solitudine come mai prima è accaduto e la scuola, il primo aggregatore della loro vita collettiva, gli permette di sperimentare la condivisione, l’interdipendenza, la socialità, specialmente considerando la virtualità, quindi proprio la logica della socialità mediata dall’assenza di corpo, come dominante delle loro giovani vite. E proprio in questa epoca di illusionismo, ogni giorno davanti agli occhi ho avuto modo di fare esperienza della loro trasformazione in un contatto quotidiano che, da cose semplici fino alle più complesse, imparasse l’incompletezza di quella virtualità in cui sanno di solito soltanto chiudersi e sparire dal mondo.
Altri contenuti correlati
Evento
BTTF Human Made Festival Welcome People of Earth!
Evento
Fine della rigenerazione urbana? Presentazione de laRivista #3 a Milano
Evento
Prendere parte Cosa vuol dire partecipare?
Articolo
Disconnessione e fuga minima Le micro-resistenze della Gen Z
Articolo
Libri e schermi Un problema di progettazione
Articoli correlati
Articolo
Riprendersi la vita
Il momento di occupare
Articolo
Ritrovato Festival 2026
Quando la danza diventa un modo di abitare il paesaggio
Articolo
Trans-corporeità, ambienti e piaceri post-umani
Costruire il futuro del pianeta
Articolo
Siamo già spazi di salute mentale
La comunità come campo di tensioni