A proposito di Futuri urbani possibili, un volume a cura di Carlo Cellamare edito da manifestolibri. Tra università e associazioni, diversi percorsi sperimentali nei quartieri della periferia romana. Una recensione di Bertram Niessen, direttore e presidente scientifico di cheFare.
Dall’inizio della pandemia la città è tornata al centro del dibattito pubblico. Perché chiusi in casa ne abbiamo scoperto i limiti, assieme alla fame di spazi pubblici e di vita all’aperto. Perché dalle riaperture gentrificazione, turistificazione, crisi abitativa e desertificazione commerciale hanno iniziato a colpire con una durezza senza precedenti. Perché il PNRR ha investito amministrazioni locali con sempre meno personale di risorse enormi, producendo una valanga di trasformazioni urbane improvvisate. Perché la tempesta politica, giudiziaria e giornalistica attorno ai cantieri di Milano ha reso evidenti le criticità di un modello di città in cui lo sviluppo è guidato dai privati.
Oggi è più che mai evidente che le città sono il luogo di moltiplicazione di nuove disuguaglianze, ingiustizie e povertà. Temi sempre più al centro dell’attenzione dei movimenti locali – con l’attività di centinaia di associazioni, collettivi e comitati in tutta Italia – e che cercano sempre più spazio anche sul piano nazionale – come mostra il Social Forum dell’Abitare, che ne raggruppa oltre 200.