In Italia le città contemporanee sono segnate da processi di frammentazione sociale e spaziale e sempre più in tempi recenti, emerge con forza la necessità di nuovi presidi di prossimità. Per rispondere a questa esigenza, assistiamo a diverse esperienze di spazi ibridi, creati con le comunità e per le comunità.
Tra le diverse esperienze in Italia, le Case del Quartiere rappresentano il modello più consolidato e diffuso, ma che cos’è una Casa del Quartiere?
Al suo livello più semplice, è uno spazio pubblico aperto e accogliente che funziona come una “piazza coperta” per gli abitanti di un territorio. Il principio che meglio ne descrive l’essenza è casa di tutti, sede di nessuno. È “casa di tutti” perché è un luogo inclusivo, accessibile a ogni generazione, status sociale, culturale ed economico, dove chiunque può non solo partecipare, ma anche proporre e realizzare attività. Al contempo, è “sede di nessuno” perché, pur avendo un Ente Gestore¹, nessuno ne è il proprietario esclusivo: gli spazi sono condivisi e l’ente stesso agisce con un ruolo di “terzietà”, aiutando la comunità a collaborare insieme. In questa accezione, le Case del Quartiere si configurano come vere e proprie infrastrutture sociali: laboratori per la cittadinanza attiva e il welfare comunitario, capaci di agire come motori di rigenerazione urbana e luoghi per ascoltare i bisogni di un quartiere.
Quanto segue rappresenta un’analisi delle esperienze anche mediante la restituzione di tre incontri svolti a Catania nel 2025 per conoscere meglio tre esperienze attive in Italia - Brindisi, Bologna e Torino - con lo scopo di comprendere e assumere consapevolezza sui processi di costruzione e gestione di questi luoghi, al fine di importare l’esperienza delle Case del Quartiere, adattandola al contesto catanese.
Il ciclo di incontri, aperto alla partecipazione di Enti del Terzo Settore, rappresentanti
della Pubblica Amministrazione e cittadine e cittadini sono stati organizzati da Fermento Urbano, in collaborazione con Associazione Catania Film Festival, Officine Culturali Società Cooperativa Sociale, Fondazione Terres des Hommes Italia ETS, Fondazione Stella Polare ONLUS e Zo Centro Culture Contemporanee.
Le pagine che seguono non intendono proporre una ricetta unica, ma offrire una “cassetta degli attrezzi”, un possibile strumento, tanto di conoscenza, quanto operativo, evidenziandone i meccanismi di sviluppo e gestione, le sfide e le soluzioni, affinché possano servire da ispirazione e guida pratica.
Al ciclo di incontri sono state condivise le esperienze di:
- Bologna, 19 maggio 2025, Auditorium Giancarlo De Carlo, Monastero dei Benedettini, Catania, con gli interventi di Chiara Sponza Project Manager della Fondazione IU Rusconi Ghigi e di Eugenio Trivellin referente della Casa di Quartiere “Fondo Comini”;
- Torino, 22 maggio 2025, Auditorium Giancarlo De Carlo, Monastero dei Benedettini, Catania, con il contributo di Giovanna Solimando, Presidentessa dell’Agenzia per lo Sviluppo del quartiere San Salvario e Roberto Arnaudo Direttore della Rete delle Case del Quartiere ETS;
- Brindisi, 27 maggio 2025, Aula Magna Accademia di Belle Arti Catania, con le testimonianze di Cristiana Zongoli, Presidentessa della Cooperativa Sociale Naucleros, San Bao Casa di Quartiere La Rosa, Davide Di Muri, Project Manager delle Case del Quartiere per il Comune di Brindisi e Gelsomina Macchitella, Direttrice della Direzione Programmazione Economica e Sviluppo del Comune di Brindisi.
I tre modelli rappresentano approcci strategici differenti e complementari:
- Bologna, come esempio di approccio top-down.
- Torino, come esempio di approccio bottom-up.
- Brindisi, come esempio di approccio ibrido.
Questa diversità offre un ventaglio completo di strategie e strumenti operativi. Il documento è strutturato in due parti: La Parte I è dedicata alla descrizione analitica
di ciascuno dei tre modelli. La Parte II sposta l’attenzione sulla sintesi attraverso un’analisi comparata e un quadro sinottico, mette a sistema le diverse strategie per poi concludere con una serie di spunti operativi pensati per orientare la progettazione di un percorso per la città di Catania.
Note
¹ L’Ente Gestore è titolare di una concessione con il Comune per la gestione sociale di immobili pubblici per le attività, sportelli, iniziative di carattere culturale, artistiche, sociali e ricreative. Il ruolo degli Enti Gestori è gestire gli spazi e coordinare le azioni che si svolgono, coinvolgendo attivamente cittadini ed enti nella realizzazione delle attività.
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