anno
2022
Progetto
Contesto
Quando chiediamo di dire agli utenti fortemente fidelizzati che cosa è per loro la biblioteca che frequentano emerge un capitale narrativo denso di storie in cui le biblioteche diventano punto di riferimento fondamentale per la propria crescita culturale e per la propria vita in generale. Una casa delle opportunità.
Questa constatazione è un indizio circa un incredibile ossimoro di cui le biblioteche in Italia sono protagoniste. A fronte di un importante ampliamento del raggio d’azione delle stesse – oggetto di riflessione teorica ma anche concretizzato in tante piccole e grandi realtà – che vede le biblioteche sempre più posizionarsi come un mezzo per il benessere e la qualità della vita dei cittadini sulla strada delineata dall’Agenda 2030 e dai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, la percezione pubblica delle stesse non cambia e il numero di cittadini che le frequenta rimane decisamente troppo basso.
Analisi
L’immaginario statico e immobile che caratterizza le biblioteche è pericolosissimo ed è evidente il mancato riconoscimento anche politico di un fatto banale quanto fondamentale: le biblioteche sono un bene comune, uno spazio libero in cui è possibile apprendere ad apprendere, esercitare creatività e immaginazione, in cui è possibile contrastare ogni forma di analfabetismo – funzionale, di ritorno, emotivo – uno spazio gratuito e libero di socialità. Sarebbe importante che questa identità scarsamente riconosciuta fosse manifesta soprattutto in un momento in cui il ruolo “trasformativo” della cultura è riconosciuto alla base del progetto della Nuova Bauhaus Europea ed è al centro della Nuova Agenda Europea della Cultura che le assegna un ruolo chiave nella promozione della salute e del benessere come nell'inclusione sociale.
Quindi cheFare?
Biblioteche bene comune a cura di Chiara Faggiolani, direttrice del BibLab dell’Università La Sapienza, legge le biblioteche quali luoghi di partecipazione culturale, inclusione sociale e quindi benessere e qualità della vita.