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Cosa sono i nuovi centri culturali?

I nuovi centri culturali sono il luogo di incontro di reti, comunità e organizzazioni nate in risposta alla crisi economica del 2008. Portano avanti pratiche culturali collaborative basate sulla partecipazione e sull’attivismo, nelle città e nelle campagne, al Sud come al Nord, costruendo spazi di confronto.

Leggi questo articolo del direttore di cheFare per approfondire il tema.

Perché il progetto parte dall’area del Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria?

laCall to Action esordirà con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo che, traendo spunto dall’agenda 2030 pensa ai nuovi centri culturali quali spazi che non sono solo di cultura ma anche di cittadinanza attiva, per questo motivo le aree di interesse iniziali sono il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Liguria.

Posso parlare di un nuovo centro culturale anche se non si trova nella zona del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta?

Sì, stiamo raccogliendo risposte da nuovi centri culturali presenti in tutta Italia.

Sto compilando il questionario: c’è un nuovo centro culturale che vorrei segnalare, ma non ne faccio parte — posso segnalarlo lo stesso?

Sì, il modulo è compilabile da chiunque frequenti un nuovo centro culturale o organizzi attività al suo interno.

Non so se il mio spazio è un nuovo centro culturale, e dunque se posso compilare il questionario. Come lo capisco?

Ottima domanda — qui c’è la versione lunga della risposta, se invece vuoi un approccio più sintetico e metodico verifica che il tuo spazio rispetti questi parametri.

Sei un nuovo centro culturale se:

  • ospiti ambienti diversi tra loro come come ad esempio: biblioteche,librerie, bar, ristoranti, spazi per incontri, spazi per workshop, laboratori adibiti a differenti scopi (artigianato condiviso, fabbricazione digitale…), sale concerti, sale proiezioni, spazi espositivi, sale prove, spazi teatrali;
  • ospiti pratiche diverse in ottica interdisciplinare come ad esempio: residenze artistiche, laboratori di manifattura digitale, progetti di arte pubblica o partecipata, rassegne di arti performative, seminari e panel, cineforum, spettacoli teatrali, concerti, feste, dj-set, gestione comunitaria di beni culturali, festival, presentazioni di libri e riviste, mostre;
  • il tuo pubblico è composito, eterogeneo, composto da gruppi sociali diversi tra loro;
  • sperimenti modelli di sostenibilità economica innovativi;
  • le modalità organizzative, decisionali o di rete del tuo spazio presentano forme di governance innovativa;
  • costituisci un polo di attrazione di linguaggi culturali innovativi;
  • attivi processi di coesione sociale e inclusione nei territori in cui operano;
  • abiliti funzioni generative o attrattive per l’imprenditoria giovanile e per le industrie culturali e creative.

Cos’è cheFare?

cheFare è un’agenzia per la trasformazione culturale.

Siamo nati nel 2012, quando abbiamo inaugurato il primo bando per l’innovazione sociale a base culturale in Italia con il Premio cheFare, che in 3 stagioni ha erogato 350.000€ complessivi a 5 progetti vincitori.

Lavoriamo ogni giorno per la cultura in trasformazione. Pubblichiamo articoli sul nostro magazine L’Almanacco, organizziamo incontri, sviluppiamo progetti culturali e costruiamo percorsi di empowerment.

I nostri progetti fanno dialogare in modo inclusivo i nuovi soggetti della cultura collaborativa con i policy maker e le istituzioni culturali tradizionali.

Hai altre domande?

Dai un’occhiata alle nostre F.A.Q, oppure mandaci una mail.