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Cos’è Molto Presto?

Abbiamo organizzato 2 giorni di conferenze sulle prospettive d’azione dei nuovi centri culturali negli spazi di Triennale Milano, il 18 e il 19 ottobre 2019.

Insieme ad operatrici e operatori culturali da tutta Italia, Molto Presto ha inaugurato il percorso de laGuida, stimolando per la prima volta un dibattito sul ruolo dei nuovi centri culturali in Italia.

Cos’è Molto Presto?

È una 2 giorni di conferenze e tavole rotonde per parlare di nuovi centri culturali che abbiamo organizzato a Triennale Milano il 18 e il 19 ottobre 2019.

Abbiamo invitato attivisti, ricercatori, scrittori, artisti, operatori culturali e policy maker per discutere il ruolo dei nuovi centri culturali nel tessuto culturale e civico italiano.

Abbiamo parlato delle contraddizione del mito della ‘comunità’, del rapporto dei nuovi centri culturali con le industrie culturali tradizionali; abbiamo discusso di soldi e fatto una terapia di gruppo per i nuovi centri culturali di Milano.

Perché fare Molto Presto?

Perché crediamo che i nuovi centri culturali stiano diventando protagonisti della vita culturale in Italia.

Dove hai assistito all’ultimo concerto che ti è davvero piaciuto? Qual è il punto di ritrovo più classico della tua compagnia di amici? A chi chiederesti se volessi organizzare un qualsiasi tipo di evento che ti azzarderesti a definire ‘culturale’?

Ci sono ottime probabilità che la risposta a tutte queste domande sia la stessa: nuovi centri culturali — il luogo di incontro di reti, comunità e organizzazioni nate in risposta alla crisi economica del 2008.

Portano avanti pratiche culturali collaborative basate sulla partecipazione e sull’attivismo, nelle città e nelle campagne, al Sud come al Nord, costruendo spazi di confronto.

I nuovi centri culturali sono makerspace, biblioteche sperimentali, luoghi rigenerati, community hub e residenze d’artista: sono presidi fondamentali della sperimentazione dei linguaggi, delle passioni civili e dell’attivismo di base.

Sono attraversati da centinaia di migliaia di persone, eppure costituiscono un mondo ancora in parte poco conosciuto, poco studiato e poco raccontato.

venerdì 18 ottobre 2019, 11.00/13.00 (incontro a inviti)

Mitologia e pratica dell’attivazione di comunità: possibilità e limiti dell’idea di “community”

con Matteo Brambilla(Gogol & Company), Roberto Covolo (Comune di Brindisi), Erika Mattarella (Bagni Pubblici Via Agliè) e Francesca Rendano (Mamusca)

Più il mondo diventa complesso più aumenta la necessità di capire come far stare insieme persone, luoghi, progetti, comunità. Per questo, community management e community building sono divenute pratiche dai contorni quasi mitologici: tutti le inseguono ma pochi sanno cosa vogliono dire.

Una discussione con 4 dei principali attivatori di comunità in Italia per comprendere insieme possibilità e contraddizioni del concetto di ‘community’.

venerdì 18 ottobre 2019, 15.00/16.00

Molto Presto: i nuovi centri culturali come esperimenti di ribellione quotidiana

con Ezio Manzini

I nuovi centri culturali crescono accanto ai settori che da sempre costituiscono la vita culturale dei territori, come la musica, il cinema, il teatro, l’editoria. Come si sviluppano i rapporti tra questi mondi? Quali sono le opportunità di crescita culturale e professionale?

Una tavola rotonda con figure, che attivando connessioni e contrabbandando competenze, operano al confine tra i due mondi.

 

venerdì 18 ottobre 2019, 18.00/19.30

Oltre l’ecosistema: terapia di gruppo per Milano e i nuovi centri culturali

con Costantino Bongiorno (WeMake), Andrea Capaldi (Mare culturale urbano), Filippo Cecconi (Santeria Toscana 31), Danilo Dajelli (Gogol & Company), Agata de Laurentiis (Il Cinemino), Valentina La Terza (BASE Milano), Marco Minoja (Comune di Milano – Cultura) e Francesco Purpura (Rob de Matt).

Milano sta cercando di trovare una nuova posizione nelle geografie culturali europee: da città della moda e del design a città della cultura a 360°.

Negli ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti, ma sono molti i progressi ancora da compiere: tra questi, lo sviluppo della piena consapevolezza dell’esistenza di una rete di nuovi luoghi nei quali decine di migliaia di persone sperimentano con l’arte, la cultura e la partecipazione.

Una discussione con nuovi centri culturali e istituzioni per capire insieme cosa serve e chi può fare cosa.

sabato 19 ottobre 2019, 10.30/13.00 (incontro a inviti)

La cultura non sono solo quattro mura: politiche e finanziamenti dei nuovi centri culturali in Italia

con Sandra Aloia (Compagnia di San Paolo), Roberto Covolo (Comune di Brindisi), Annibale d’Elia (Comune di Milano – Economia Urbana e Lavoro), Roberto Ferrari (Regione Toscana), Roberta Franceschinelli (Fondazione Unipolis) e Isabella Menichini (Comune di Milano – Cultura) e Ledo Prato (Mecenate90).

Come si costruiscono le politiche per i nuovi centri culturali? Quali sono gli attori che possono aiutarne la crescita, e all’interno di quali disegni strategici?

Un incontro tra esponenti di alcune delle principali istituzioni che stanno mettendo in atto politiche innovative riguardo ai nuovi centri culturali.

sabato 19 ottobre 2019, 15.00/17.00

Simboli, relazioni, estetiche, ambienti: la curatela dei nuovi centri culturali

con Filippo Andreatta e Virginia Sommadossi (Centrale FIES art work space), Martina Angelotti (Careof), Gregorio De Luca Comandini (NONE collective), Manuella Gama Malcher e GianMaria Di Pasquale (Saturnalia, Macao).

Gli spazi dei nuovi centri culturali si trasformano in luoghi grazie alle esperienze che li animano. Parlare di curatela non è un’opzione, ma una necessità.

Una tavola rotonda con chi, in luoghi e modi diversi, sta alzando la posta in gioco nella ricerca e nella proposta dei contenuti.

sabato 19 ottobre 2019, 17.30/19.00

Letture collaborative: ‘Dove. La dimensione di luogo che ricompone impresa e società’ (Egea) di Paolo Venturi e Flaviano Zandonai

con Flaviano Zandonai (Euricse) e Marianna D’Ovidio (Università degli Studi di Milano-Bicocca)

“Una delle conseguenze della globalizzazione – solo in apparenza paradossale – è quella di aver fatto risorgere l’importanza della dimensione territoriale e comunitaria: oggi sono i territori, i quartieri e le periferie, i luoghi privilegiati dove si sperimentano le innovazioni sociali da cui provengono gli impulsi più significativi allo sviluppo e al benessere.”

Una conversazione aperta sulla rigenerazione del locale e sulle contraddizioni che questo ritorno sta facendo emergere a partire da una lettura fondamentale sul tema.

Cos’è cheFare?

cheFare è un’agenzia per la trasformazione culturale.

Siamo nati nel 2012, quando abbiamo inaugurato il primo bando per l’innovazione sociale a base culturale in Italia con il Premio cheFare, che in 3 stagioni ha erogato 350.000€ complessivi a 5 progetti vincitori.

Lavoriamo ogni giorno per la cultura in trasformazione. Pubblichiamo articoli sul nostro magazine L’Almanacco, organizziamo incontri, sviluppiamo progetti culturali e costruiamo percorsi di empowerment.

I nostri progetti fanno dialogare in modo inclusivo i nuovi soggetti della cultura collaborativa con i policy maker e le istituzioni culturali tradizionali.

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