Giovedì 08 marzo 2018
Scatti al quartiere Adriano
Una lanterna che illumina un’edicola votiva, un venditore e più avanti una ragazzina
Scritto da:
Antonino Costa
Il quartiere Adriano di Milano è il teatro di Civic Media Art, il progetto editoriale a cielo aperto guidato da Kevin van Braak che fa parte del programma Lacittàintorno di Fondazione Cariplo. Il progetto è a cura di cheFare con il sostegno dell'Ambasciata e Consolato generale dei Paesi Bassi e di Mondriaan Fonds, oltre a quello delle case editrici Bao Publishing, Il Saggiatore, Iperborea, Minimum Fax, NN Editore, del marchio biologico Alce Nero e dell'Istituto Italiano di Fotografia
Si trova tra viale Monza e via Padova, il Naviglio Martesana scorre limitrofo mentre più a nord c’è il fiume Lambro. Arrivai col metrò a Crescenzago e a piedi raggiunsi l’imbocco della via Adriano; lì fotografai una lanterna che illumina un’edicola votiva dedicata alla Madonna, un venditore e poco più avanti una ragazzina che stava ritirando i panni stesi su un balcone di una palazzina; si era accorta di me, la inquadrai ma celò il volto dietro una breve coperta che teneva con le due mani, tolsi l’occhio dal mirino intanto che lei continuava a fare capolino per scrutarmi. Vedevo solo i suoi occhi, riprovai a inquadrarla, ma si eclissò totalmente. Ripetemmo questo nascondino, infine scattai cercando di coglierla in contro-movimento. Avevo fatto questa fotografia più per gioco, attirai così la curiosità di un abitante del luogo, un gigante arabo, che domandò garbatamente e in modo deciso perché stavo fotografando. Di contro gli chiesi perché voleva saperlo, di fatto, in quel momento, non lo sapevo nemmeno io. Scambiammo due parole e continuai il lavoro inoltrandomi nel quartiere.
Si trova tra viale Monza e via Padova, il Naviglio Martesana scorre limitrofo mentre più a nord c’è il fiume Lambro. Arrivai col metrò a Crescenzago e a piedi raggiunsi l’imbocco della via Adriano; lì fotografai una lanterna che illumina un’edicola votiva dedicata alla Madonna, un venditore e poco più avanti una ragazzina che stava ritirando i panni stesi su un balcone di una palazzina; si era accorta di me, la inquadrai ma celò il volto dietro una breve coperta che teneva con le due mani, tolsi l’occhio dal mirino intanto che lei continuava a fare capolino per scrutarmi. Vedevo solo i suoi occhi, riprovai a inquadrarla, ma si eclissò totalmente. Ripetemmo questo nascondino, infine scattai cercando di coglierla in contro-movimento. Avevo fatto questa fotografia più per gioco, attirai così la curiosità di un abitante del luogo, un gigante arabo, che domandò garbatamente e in modo deciso perché stavo fotografando. Di contro gli chiesi perché voleva saperlo, di fatto, in quel momento, non lo sapevo nemmeno io. Scambiammo due parole e continuai il lavoro inoltrandomi nel quartiere.
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