Lunedì 09 marzo 2026
Parole di partecipazione attiva
 
Un'intervista a Fabrizio Barca e Bertram Niessen

Quali definizioni è possibile dare oggi di partecipazione? In che modo possiamo agire in un contesto collettivo? L’eredità storica e filosofica della partecipazione (da Platone a Tommaso d’Aquino) riemerge oggi con forza nella vita democratica, quando “partecipare” significa contribuire alla definizione di criteri comuni (valori, priorità, regole), e non solo esprimere preferenze individuali.

In altre parole, partecipare vuol dire “avere parte” in ciò che conta: diritti, opportunità, riconoscimento. Significa agire all’interno dei modelli di governance collaborativa (patti, co-progettazione, amministrazione condivisa), dove la partecipazione è intesa come corresponsabilità. Non significa solo “essere consultati”, ma “portare un pezzo” di cura, decisione e attuazione.

Su questo terreno, stabilire una definizione attiva di partecipazione, ovvero calata nella realtà, non si riduce a esercizio di stile sociologico, ma pone le basi di un lessico comune, in grado di costruire territori condivisi. Partendo da questa idea, cheFare e la Fondazione Compagnia di San Paolo hanno lavorato a un percorso condiviso, da cui è scaturita Parole di partecipazione attiva, una interessante pubblicazione nata per rispondere a queste domande, frutto di un percorso di ricerca condiviso che ha coinvolto 70 organizzazioni tra enti pubblici, università, fondazioni e realtà del Terzo Settore.



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