Lunedì 01 dicembre 2025
Il modello delle Case del Quartiere di Torino
 
Lo spazio come dispositivo partecipativo
Dal web

Dallo spazio fisico allo spazio relazionale

Nella riflessione contemporanea sulla rigenerazione urbana e sugli spazi di comunità, le Case del Quartiere di Torino si configurano come un modello peculiare e innovativo. Non semplici contenitori di attività, ma dispositivi abilitanti: luoghi plastici e multiformi che rendono possibile l’attivazione di processi partecipativi, la costruzione di relazioni di fiducia e l’innesco di pratiche di welfare culturale e sociale.

La dimensione fisica è in questo senso cruciale. La materialità degli spazi – accessibili, riconoscibili, radicati nei quartieri – crea le condizioni affinché le persone possano incontrarsi, auto-organizzarsi e collaborare. Lo spazio diventa così un “medium” che traduce in esperienza concreta principi come apertura, inclusione e prossimità.


Spazi multifunzionali e flessibili

Le Case del Quartiere nascono quasi sempre dal riuso adattivo di edifici dismessi – scuole, bagni pubblici, cascine – restituiti al territorio attraverso processi di rigenerazione.

La loro configurazione interna riflette una scelta politica e sociale: flessibilità e adattabilità come strumenti per accogliere bisogni mutevoli. Ne derivano hub polifunzionali capaci di ospitare funzioni diverse: dalla caffetteria al teatro, dai laboratori per bambini ai coworking, dagli sportelli sociali alle ciclofficine.

Questa pluralità non è casuale ma intenzionale: l’incontro di usi e pubblici eterogenei favorisce la contaminazione sociale e culturale, trasformando gli spazi in veri laboratori di convivenza urbana.


Foto di Oliver Guhr su Unsplash



Partecipa alla trasformazione

Iscriviti alla newsletter
di cheFare

Questa è la nostra informativa privacy.