Decentrare i saperi. Un ciclo di seminari sugli studi post-coloniali e sul pensiero decoloniale

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    La breve durata dell’esperienza coloniale italiana, e la sua successiva rimozione, hanno contribuito allo scarso – e tardivo – sviluppo di un dibattito pubblico ed intellettuale sui temi post-coloniali e decoloniali, diversamente da quanto avvenuto altrove. È infatti tuttora presente una rappresentazione benevola della nostra storia coloniale, come esemplifica il mito degli ‘italiani, brava gente’ (Del Boca, 2005). Una mancata analisi critica del nostro passato ha impedito l’emergere di un trauma culturale che permetta un’elaborazione ed assunzione di responsabilità da parte della nostra società (Jedlowski, 2012). Oltre a tramandare una visione distorta della storia ufficiale e generare memorie parziali e discontinue, questo fenomeno ha anche permesso il consolidamento di prospettive discriminatorie, xenofobe e sessiste (Fiorella, 2021). 

    Gli studi post-coloniali e il pensiero decoloniale, nonostante le diverse genealogie, riflettono criticamente sull’eredità coloniale di dicotomie come bianchezza/nerezza, oriente/occidente, tradizione/modernità e altre relazioni di potere, mostrando l’azione pervasiva di queste categorie all’interno dei linguaggi, delle esperienze e dei sistemi di dominio. Attraverso il concetto di “ingiustizia epistemica” (Fricker, 2007) – uno degli elementi che compongono la più ampia nozione di “colonialità del sapere” (Lander, 2000) – questi approcci contestano le pratiche discriminatorie ed escludenti relative alla produzione della conoscenza, come quelle di silenziamento, travisamento, marginalizzazione e strumentalizzazione dei saperi non-occidentali. Negli ultimi decenni si registra un interesse crescente per questi temi anche all’interno dei dipartimenti di scienze sociali e umanistiche del nostro paese; tuttavia, le università italiane tendono ancora ad essere luoghi di produzione di saperi etnocentrici (Ponzanesi & Polizzi, 2016). 

    A 70 anni dalla pubblicazione del saggio “Pelle nera, maschere bianche” di Frantz Fanon, lə dottorandə, borsistə,  assegnistə del dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca hanno organizzato un ciclo di seminari interdisciplinari dal titolo “Decentrare i saperi. Un’introduzione agli studi post-coloniali e al pensiero decoloniale”. L’obiettivo è quello di creare uno spazio di auto-riflessione e discussione su questi approcci, mettendo in dialogo saperi interni ed esterni all’accademia. Studiosə ed attivistə sono statə invitatə a condividere nuove prospettive nella produzione del sapere, con lo scopo di decostruire e travalicare i confini simbolici e materiali, a partire da categorie come l’alto e il basso, il dentro e il fuori l’università.

    La scelta di tematizzare questo ciclo di seminari come un’introduzione agli studi post-coloniali e sul pensiero decoloniale esprime la nostra volontà di aprire questi incontri ad un pubblico composito. L’invito è rivolto quindi non solo ad accademicə e attivistə, o a espertə e competentə, ma a chiunque voglia avvicinarsi a questi saperi a lungo marginalizzati nella società italiana.  

    Il ciclo si struttura in tre incontri, centrati rispettivamente su teorie, epistemologie e metodologie. Tutti i seminari si terranno presso l’aula Pagani del dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, edificio U7, terzo piano, via Bicocca Degli Arcimboldi 8.

    Il primo, intitolato Decentrare la teoria, si terrà mercoledì 11 maggio alle 10:30 con Selam Tesfai, attivista del Cantiere di Milano e della campagna “Decolonize the city, Valeria Ribeiro Corossacz, professoressa in discipline Demoetnoantropologiche all’Università di Modena e Reggio Emilia e Iain Chambers, professore emerito di Studi culturali e postcoloniali all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. L’incontro verrà introdotto da Laura Raccanelli, dottoranda in Studi Urbani e moderato da Guido Veronese, professore di Psicologia Clinica, entrambi dell’Università Bicocca. È necessario iscriversi.

    Il secondo, intitolato Decentrare l’epistemologia si terrà martedì 24 maggio alle 14:30 con Rahel Sereke, attivista e socia fondatrice dell’Associazione di promozione sociale Cambio Passo ONLUS, Rassa Ghaffari, dottoressa in Sociologia all’Università Bicocca, Tamara Taher, dottoranda in Mutamento sociale e politico all’Università degli studi di Firenze-Torino e Giovanni Leghissa, professore di Filosofia teoretica all’Università di Torino. L’incontro verrà introdotto da Matteo Zani, dottorando in Sociologia, e moderato da Daniela Cherubini, professoressa di Sociologia dei Processi Culturali, entrambi dell’Università Bicocca. È necessario iscriversi.

    Il terzo, intitolato Decentrare la metodologia, si terrà mercoledì 1 giugno alle 14:30 con l’attivista Rachele Branca del Progetto 20k di Ventimiglia, Angelica Pesarini, professoressa di Race and Cultural Studies all’Università di Toronto e Annalisa Frisina, professoressa di Sociologia all’Università di Padova. L’incontro verrà introdotto da Matteo Spini, dottorando in Sociologia, e moderato da Ilenya Camozzi, professoressa di Sociologia dei Processi Culturali, entrambi dell’Università Bicocca. È necessario iscriversi.

    Questa struttura, sebbene per necessità tripartita, è da intendere come un unico percorso di riflessione e di dialogo il più orizzontale possibile tra saperi e tra partecipantə. L’organizzazione dei seminari è stato in sé un’esperienza collettiva di definizione, ridefinizione e ridiscussione che ha contribuito a rafforzare la nostra consapevolezza, a mettere in discussione i nostri posizionamenti, spingendoci a mettere in pratica fin da subito gli insegnamenti de-coloniali. Questi (forse pochi) momenti di riflessione sono per noi necessari per favorire  ulteriori processi di decostruzione, legittimando questi temi come validi all’interno dei nostri lavori (anche) accademici. 

     


    Comitato organizzativo: Giacomo Lauritano, Cecilia Nessi, Noemi Novello, Enrico Petrilli, Laura Raccanelli, Giorgia Riconda, Matteo Spini, Matteo Zani / Dottorandə, borsistə e assegnistə del dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca

    Bibliografia

    Del Boca, Angelo (2005). Italiani, brava gente? Neri Pozza.

    De Sousa Santos, Boaventura (2006). Una epistemología del Sur. La reinvención del conocimiento y la emancipación social.

    Fiorella, Francesca Maria (2021). Memorie minori del colonialismo italiano in Etiopia. L’esperienza del duo artistico Invernomuto e la ricerca sulle altre facce del Negus. In Pellegrino, Vincenza e Massari, Monica (a cura di) Ricerca sociale ed emancipazione. Campi, posizionamenti e pratiche.

    Fricker, Miranda (2007). Epistemic Injustice: Power and the Ethics of Knowing. Clarendon Press.

    Jedlowski, Paolo (2012). Memories of the Italian colonial past, International Social Science Journal.

    Lander, Edgardo (2000). La colonialidad del saber: eurocentrismo y ciencias sociales. Perspectivas Latinoamericanas. CLACSO.

    Maldonado-Torres, Nelson (2007). Sobre la colonialidad del ser: aportes al desarrollo de un concepto, Antología del pensamiento crítico puertorriqueño contemporáneo. CLACSO.

    Ponzanesi, Sandra e Polizzi, Goffredo (2016). Does Italy Need Postcolonial Theory? Intersections in Italian Postcolonial Studies, English Literature, volume 3.

    Quijano, Aníbal (1999). La Colonialidad del Poder y la experiencia cultural latinoamericana. In Briceño, Ricardo e Sonntag, Heinz (a cura di), Pueblo, época y desarrollo: la sociología de América Latina. Caracas: Nueva Sociedad.


    Immagine in copertina dal catalogo ‘toward Decolonial Art’ by Bob Sick

    Note