Le scelte artistiche di una comunità under 30: torna BTTF al Quartiere Adriano

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    Cercare la propria strada significa suonare centinaia di campanelli. Ci si sposta di porta in porta, nell’inesauribile speranza di trovare una serratura adatta per quelle poche chiavi custodite timidamente in fondo alle tasche. Spesso, tuttavia, è proprio per strada che ci si accorge di averne molte altre celate in angoli ancora nascosti.

    Questa è stata la scoperta di un gruppo di ragazze e ragazzi che, alla ricerca di un’opportunità di crescita e di formazione, si sono imbattuti in BTTF Project. L’iniziativa, ideata e realizzata da Ecate Cultura, si propone di incoraggiare la partecipazione giovanile attraverso un percorso di co-progettazione e co-creazione artistica che culmina nella realizzazione di un Festival di arti performative.

    Attraverso la sperimentazione dei linguaggi artistici del contemporaneo, il progetto supporta la circuitazione di spettacoli realizzati da giovani compagnie emergenti, che si affacciano sul panorama culturale nazionale. A dire il vero, tutto ciò è soltanto una piccola parte della storia. Dietro agli obiettivi preposti, ai sogni rincorsi, si schiude un meraviglioso percorso, che si staglia fra appuntamenti, incontri, ricerche e confronti. Accompagnati da professioniste e professionisti del settore, il gruppo di partecipanti mette in gioco tutte le proprie risorse, coltivandone di nuove. Mescolare le prospettive, interrogarsi, discutere nel rispetto, questo caratterizza ogni incontro del percorso, con la serietà che sempre il teatro richiede, immedesimandosi nel ruolo degli operatori culturali ma con la semplicità di un pacco di biscotti condiviso sul tavolo di lavoro. Tutto comincia da una domanda, semplice, sostanziale: di cosa abbiamo bisogno? Un punto di partenza audace per una realtà e una città in cui, data la moltitudine di strumenti e di opportunità, pare non mancare proprio nulla. Eppure, in fondo si apre una voragine che molti giovani nascondono dentro: un abisso generato dal desiderio di condivisione, complicità, essenzialità, tutte esigenze che rispondono all’unica imprescindibile volontà di tornare a emozionarsi di e riscoprirne le sensazioni.

    Foto di Cosimo Triboli

     

    Il 15 e 16 giugno, in Quartiere Adriano e in particolare a Magnete, hub territoriale in Via Adriano 107 a Milano, presentiamo l’esito di questi lunghi mesi di co-progettazione: un Festival che abbraccia i temi più intimi e delicati di una generazione in bilico tra possibilità e desideri. Dal sottile equilibrio tra amore e ossessione, alla necessità di certezze. Dalla sessualizzazione dei corpi alla loro celebrazione. Dalla ribellione all’ironia giovanile. Tra spettacoli, eventi e laboratori, il palinsesto si apre in un ventaglio di proposte ricco e vario, in cui l’energia fluisce in tutte le sue forme.

    Un brindisi di benvenuto e calano le luci, accompagnate dal silenzio: inizia Tre Liriche, uno spettacolo con Jacopo Neri, Chiara Ferrara e Dario Caccuri che esplora il nesso tra amore e paura, paura del coinvolgimento, durante le prime fasi della relazione, paura della perdita mentre il rapporto si fa più stabile, paura dell’oblio della vita condivisa, quando la storia volge al termine.
    Segue Wannabe, di Fabritia D’Intino e Federico Scettri, una critica all’oggettivazione del corpo della donna e all’atto stesso del guardare, che rilegano la figura femminile a un ruolo e in uno spazio dell’immaginario che vogliono essere superati.
    Impossibile resistere al richiamo della musica. Si balla, accompagnati dai suoni disinibiti e contemporanei della giovane artista Gianella Chumpitaz aka Wiqha, per BTTM – Back To The Music.

    Foto di BTTF

     

    Si prosegue, il giorno successivo, sulla scia della danza, con un laboratorio di movimento legato al benessere psico-fisico – Dance Well Class – condotto da Emanuele Enria e Alessandra Onnis. Dopo il pranzo condiviso, un vero e proprio momento di convivialità e condivisione, si continua con Esercizi di immaginazione collettiva, un talk esperienziale condotto da Elisabetta Consonni, Gabriele Pasqui, Matteo Innocenti e Giulia Dockerty, dedicato a tematiche urgenti quali l’abitare, l’eco-ansia e il fallimento.

    Altro aperitivo in musica e ci si prepara per accogliere l’energia di Alice e Davide Sinigaglia, con il loro Concerto fetido su quattro zampe, nel quale ci si interroga sull’animalità, sul senso della ferocia e su quella che definiamo evoluzione.
    Cala il sipario, lo spettacolo sembra terminato. In realtà si tratta di una conclusione dal fiato sospeso. BTTF Festival, infatti, torna in un secondo appuntamento nelle giornate del 27, 28 e 29 settembre, dedicate al tema della sostenibilità. Ad attendere il pubblico, il progetto InVisible e le performance Insectum ed Eutopia.

    BTTF racconta una realtà da vivere, ballare, ascoltare e anche sfogliare. Per questa edizione, infatti, la Direzione Artistica Partecipata Under 30 si è cimentata nella realizzazione di Note a margine: appunti su Quartiere Adriano, un giornale interamente dedicato al territorio e alle persone che lo abitano, realizzato grazie alla guida di Giulia Alonzo e alla collaborazione di Dario Carta e Isabella Balena.

    BTTF non è solo un progetto o un festival: è uno spiraglio da cui sbirciare il mondo, immaginando un presente diverso, presente che – infondo – è già futuro.

     

    BTTF è in programma il 15 e 16 giugno e il 27, 28 e 29 settembre. 
    Scopri tutto il programma qui.

     

    Immagine di copertina di Dario Bonazza

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