Un progetto di ricerca e azione, realizzato con Codici Ricerca e Intervento, per capire come i territori possono tutelarsi da eventi di profondo impatto per le comunità.

Contesto

Le misure adottate per contenere la pandemia di Coronavirus hanno accelerato alcuni processi di emarginazione sociale già presenti sui territori. Sono dinamiche da studiare e da comprendere così da poterle prevenire e poter intervenire con precisione quando si manifestano.

Per approfondirle, Codici Ricerca e Intervento insieme a cheFare hanno partecipato nella primavera 2020 al Bando 57 di Fondazione di Comunità Milano, insistendo sull’area del Municipio 5 di Milano.

Analisi

Per poter comprendere questi meccanismi di esclusione abbiamo voluto analizzare un sistema di fattori, non esclusivamente economici. Per farlo, abbiamo rilevato e contattato una rete di stakeholder locali protagonisti della tenuta sociale del Municipio 5 di Milano. Teatri, biblioteche, centri di aggregazione giovanile e associazioni di volontariato sono solo alcuni degli spazi da cui sono osservabili i meccanismi di emarginazione e i tentativi di consolidamento del tessuto sociale. Ci siamo quindi chiesti come mettere in relazione questi spazi.

Quindi cheFare?

Abbiamo creato Fuori Bordo, un percorso di ricerca e azione realizzato in due grandi fasi.

La prima fase di ricerca ha indagato la riorganizzazione delle quattro filiere (la scuola, i servizi socio-educativi, i luoghi della cultura, il volontariato solidale), osservando il cambiamento delle funzioni tradizionali a fronte della necessità di continuare a fornire i propri servizi. Sono, infine, stati analizzati i profili delle persone meno raggiunte dalle attività alternative di aggancio messe in atto, arrivando a contattarle e a intervistarle. Si è trattato quindi di ricostruire i meccanismi di esclusione, dal punto di vista di tutti gli attori in campo: ‘risalire le filiere’ vuol dire ascoltare in primis chi ne è al vertice – il dirigente scolastico, il presidente dell’associazione, ecc. – e poi via via gli altri anelli della catena per arrivare infine ai beneficiari non raggiunti o parzialmente/tardivamente raggiunti durante il periodo più critico della pandemia.

La piena comprensione dei fenomeni è stata restituita con la pubblicazione di un rapporto di ricerca allo scopo di riflettere su strumenti di prevenzione e di contrasto ai quei meccanismi di esclusione sociale.

La seconda fase ha previsto una serie di laboratori partecipati. Grazie alla collaborazione con l’artista Claudio Beorchia e il curatore Matteo Balduzzi, abbiamo organizzato delle occasioni d’incontro con la cittadinanza della zona interessata (le persone e le organizzazioni incontrate durante la ricerca e nuovi contatti intercettati).
I temi, i personaggi e le istanze emersi dalla ricerca sono diventati oggetto della progettazione partecipata di un gioco di carte Cinque+. Il gioco ha preso forma attraverso diverse conversazioni di gruppo e interviste, svolte da ottobre 2021 a febbraio 2022, e 3 laboratori, svolti tra marzo e maggio 2022. In queste sessioni sono stati raccolti e discussi ricordi, nomi, storie e sensazioni legate al periodo della pandemia.

La fase laboratoriale è stata documentata attraverso il racconto fotografico di Hugo Weber, fotografo e curatore, che ha accompagnato in modo autoriale il percorso di creazione al gioco.

Cinque+ ha avuto l’obiettivo di evocare una riattivazione delle relazioni personali post-pandemia, generando contestualmente, con sensibilità ma anche con leggerezza, una riflessione individuale e collettiva sul periodo vissuto. Cinque+ è stato anche uno strumento educativo, per far emergere e problematizzare le esperienze e gli stati d’animo vissuti durante l’emergenza sanitaria. In tal senso, il gioco è stato e sarà utilizzato in modo guidato – ad esempio da chi svolge un lavoro educativo o formativo – per stimolare reazioni e discussioni nei più diversi gruppi di lavoro.

ANNO: 2020 – 2022
MESI DI LAVORO: 24
RICERCA: 1
LABORATORI: 10

CATEGORIA: Comunità e organizzazioni culturali

 

Foto di copertina di Hugo Weber

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