Questo testo è il primo di un ciclo di contributi che riflettono sui temi delle residenze artistiche, la ruralità e l'abitare nelle aree interne o marginali uniti insieme dal progetto Rural visions.
Rural Visions è il progetto curato da Cantieri d’Arte con l’obiettivo di avviare e sostenere una ricerca sui temi della ruralità, dell'abitare o del vivere nelle aree interne a partire dalla dimensione selvatica della Selva del Lamone, area naturale protetta situata nel comune di Farnese (VT). Il progetto ha previsto la valorizzazione del lavoro di tre giovani artisti under 35, Luca Marcelli Pitzalis, Jacopo Rinaldi e Agnese Spolverini, attraverso un percorso articolato di ricerca, esposizione e promozione a livello nazionale e internazionale. Il focus della ricerca è legato al tema del rapporto con il paesaggio, la natura in un'ottica ecosistemica, l'abitare rurale, l'isolamento e le stratificazioni tra storia, cultura popolare e contraddizioni del presente.
Dopo la residenza nel contesto della Selva del Lamone, a contatto con esperti naturalisti, guide ambientali, residenti e realtà imprenditoriali e associative che lavorano dentro e intorno al territorio, gli artisti hanno avuto l'opportunità di valorizzare ed estendere le ricerche presso i programmi di residenza di tre realtà culturali italiane, collegate al progetto tramite Stare - Associazione Italiana delle residenze d’artista: Jacopo Rinaldi a Guilmi (Abruzzo) con Guilmi Art Project, Agnese Spolverini a Guardia Sanframondi (Campania) con Interferenze/Liminaria e Luca Marcelli Pitzalis a Praiano (Campania) con Marea Art Project. Il progetto si concluderà nel 2025 con un evento di restituzione finale presso la Fondazione Pastificio Cerere a Roma.
«La chiave sta nel riguardare i luoghi, nel duplice senso di aver riguardo per loro e di tornare a guardarli», scriveva Franco Cassano ne Il Pensiero Meridiano (Laterza, 1996), un testo che ha ispirato profondamente il lavoro di Marea Art Project, programma di ricerca e di residenze artistiche internazionali nato nel 2021 al Sud Italia, a Praiano, un paese di duemila abitanti in Costiera amalfitana. Sin dalla fase di ideazione del progetto, avvenuta in dialogo con Stefano Collicelli Cagol, Direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, attraverso Marea ci siamo proposti di creare nuove opportunità di dialogo e di ampliamento degli sguardi sulla Costiera amalfitana. Da luogo deprivato socialmente dalla monocultura del turismo come unica possibilità di futuro, l’obiettivo è quello di creare un centro di creazione e sperimentazione artistica affacciato sul Mediterraneo.
Rural visions di Luca Marcelli Pitzalis per Marea Art Project
A tal riguardo, l’attuazione di un programma di residenze artistiche ha rappresentato per noi e per le comunità coinvolte uno spazio di astrazione in cui mettere in pratica nuove modalità di scambio culturale e in cui parlare di legami, di costellazioni, di cosmologia e di politica affettiva nella specificità del contesto della Costiera amalfitana. Un luogo considerato marginale, per la totale assenza di politiche di sviluppo sociale o culturale, e centrale nell’inarrestabile trasformazione in una bomboniera turistica, vivendo processi di turistificazione e di sovraffollamento durante la stagione estiva e di drammatico spopolamento e isolamento sociale d’inverno. Con l’obiettivo di agire come forma di resistenza alla perdita di identità e memoria collettiva a cui è destinato il territorio, attraverso Marea stiamo lavorando per far riemergere saperi e conoscenze rimosse, partendo dall’esperienza di artiste e artisti, scrittrici e scrittori che nel corso del Novecento hanno vissuto o agito nel territorio. Inoltre, invitando artisti durante l’inverno e aprendo alla collettività case private che diventano luoghi di creazione e d’incontro, intendiamo ricreare momenti di convivialità e di scambio sociale e culturale. Una possibilità per prendersi cura di comunità e territori, costruendo nuove ecologie partendo da saperi radicati.
Non sapevo che c’era in me cosi tanta felicità
Visioni rurali dalla Selva del Lamone alla Costiera amalfitana
È questo il contesto in cui si è situata la residenza dell’artista Luca Marcelli Pitzalis (Cagliari, 1996) nata nell’ambito di Rural Visions, il progetto di ricerca sui temi della ruralità e dell’abitare nelle aree interne curato da Marco Trulli di Cantieri d’arte e pensato come possibilità di incrocio e scambio di pratiche tra residenze della rete di STARE in residenza.
A partire dalla figura mitologica del brigante che Marcelli Pitzalis ha immaginato abitare la Selva del Lamone, un'area protetta nel comune di Farnese che custodisce un bosco aspro e selvaggio, la ricerca dell’artista si è aperta alla dimensione del viandante quando tra l’11 novembre e il 30 novembre 2024 ha toccato le sponde della Costiera amalfitana.
Durante la residenza a Praiano, infatti, la ricerca di Marcelli Pitzalis si è discostata dall'elemento boschivo per approfondire le mitologie connesse al mare e ai racconti lasciati dalle artiste e dagli artisti che hanno vissuto o attraversato la Costiera amalfitana nel corso dell’ultimo secolo. Ispirato dalla tradizione diaristica della letteratura di viaggio, inoltre, Marcelli Pitzalis ha raccolto note personali, mescolando scritti intimi, appunti di letture, osservazioni e mitologie raccolte a contatto con la comunità locale.
Luca Marcelli Pitzalis e The Rehearsal (Praiano Session)
Partendo dalle dinamiche contemporanee di iper-comunicazione e iper-esposizione del sé, in occasione della restituzione finale avvenuta negli spazi di Casa L'Orto, la casa di proprietà della famiglia di Carol e Sol LeWitt a Praiano, l’artista ha performato il secondo atto del suo progetto The Rehearsal, recitando la poesia “Non sapevo che c’era in me cosi tanta felicità” nata durante le settimane in residenza, e creando un dialogo tra la circolarità evocata dalle opere di LeWitt e quella emergente dal testo poetico.
Ricordi personali d’infanzia hanno convissuto con le parole dell’intellettuale svizzero Gilbert Clavel, conosciuto per l’ambiziosa opera di restauro della Torre di Fornillo di Positano a inizi Novecento; immagini della volpe dell’artista e ballerina australiana Vali Myers e del bosco selvaggio del Vallone Porto di Positano si sono intrecciate con visioni passate, presenti e future, mentre scenari apocalittici si sono alternati alla condivisione di una “felicità perfetta” vissuta dall’artista durante un giorno di tempesta.
L’esperienza di Marcelli Pitzalis è stata restituita alla comunità attraverso parole, canti e versi, performando un’identità espansa dove finzione e autenticità, autobiografia e produzioni di altri autori e autrici hanno coesistito, unendo l’intimo e il politico, l’individuale e il collettivo, l’arte e la vita, e offrendo al pubblico uno spazio di crisi e vulnerabilità.
Le residenze artistiche come sistemi polimorfici aperti
Il lavoro con Cantieri d’Arte nell’ambito di Rural Visions ha rappresentato il primo esperimento collaborativo tra realtà della rete di Stare in residenza. È stato un momento nutritivo di sperimentazione, incontro e confronto tra modalità e approcci diversi alla mediazione culturale e alla curatela. Al contempo, ha permesso di lavorare all’unisono nella creazione di interstizi e quadri comunitari inclusivi in un rapporto di reciprocità tra progettualità, contesti di riferimento e artisti in residenza, tessendo nuove ecologie del margine in territori fuori dai grandi centri e dalle rotte prestabilite dell’arte.
Per dirla con le parole di Marcelli Pitzalis: «Le residenze di Farnese e Praiano hanno avuto in comune la dimensione della marginalità, intesa come distanza dai centri in cui si ha un accesso immediato e costante ai frutti della produzione. In entrambi i paesi, però, marginalità significa anche vivere al margine di un'altra dimensione, quella degli elementi naturali, che si esprime nella selva nel caso di Farnese, e nel mare a Praiano.»
Solo attraverso il consolidamento di nuove alleanze sarà possibile fare emergere la molteplicità di voci, visioni e posture, lavorando a futuri di radicamento nei territori, ripensando gli esiti e ritessendo attraverso l’arte e la cultura relazioni personali e comunitarie, come sistemi polimorfici aperti e interdipendenti capaci di innescare una reazione generativa nei territori affinché possano ritrovare una autorialità collettiva, a partire dalla complessità che li anima.
Rural visions di Luca Marcelli Pitzalis per Marea Art Project
Rural Visions è un progetto a cura di Cantieri d'Arte, promosso da Arci Viterbo in collaborazione con la Riserva Naturale Regionale Selva del Lamone, con il Comune di Farnese, con Guilmi Art Project, Liminaria e Marea Art Project di STARE in residenza, Bjcem Aisbl, Fondazione Pastificio Cerere e finanziato dalla Regione Lazio nell'ambito dell'Avviso Pubblico Lazio Contemporaneo.
Immagine di copertina Rural visions di Luca Marcelli Pitzalis per Marea Art Project