Mercoledì 08 aprile 2026
L'abitare al centro della città
 
La storia di Social Forum dell'Abitare

A rivedere le foto del primo appuntamento del Social Forum dell’Abitare che si è tenuto a Bologna nell’aprile del 2024, i volti assomigliano alle tante e ai tanti che abbiamo incontrato in questo periodo, quello iniziato con le mobilitazioni contro il genocidio in Palestina, passando per il referendum costituzionale, fino all’ultima manifestazione “No Kings” a Roma.


A Bologna, vista la grande partecipazione, ci dicemmo che riportare la casa e l’abitare al “centro del dibattito pubblico” era possibile.


Questo perché a quel primo incontro non solo si erano ritrovati i rappresentanti di organizzazioni formali e informali che, negli anni, hanno resistito e contrastato, ciascuno a suo modo, le politiche liberiste che hanno colpito la casa e l’abitare; ma c’era anche una platea nuova ed eterogenea, sia dal punto di vista generazionale, ma anche culturalmente diversificata, magicamente meticcia.

C’era anche una platea nuova ed eterogenea, sia dal punto di vista generazionale, ma anche culturalmente diversificata, magicamente meticcia

In quella platea abbiamo colto subito - facendone poi un tratto distintivo delle nostre mobilitazioni e appuntamenti successivi - la capacità di confrontarci tutte e tutti su un piano orizzontale, di riconoscere la necessità di stare insieme a prescindere dalla collocazione politica e geografica. Un'anticipazione di quel “Together” che ha titolato l’ultima grande manifestazione di marzo che ha attraversato le piazze di Roma, Londra e di numerose città degli Stati Uniti.


Per tutto questo ci sono dei meriti che vanno riconosciuti.


Usando a nostro vantaggio gli “elementi essenziali per lo scoppio”, in questo nuovo processo aggregativo possiamo intravedere inneschi, comburenti e carburante. Gli inneschi. Le scintille che hanno dato vita all’esperienza del Social Forum dell’Abitare sono state, a nostro parere, tre. Sicuramente la mobilitazione studentesca nelle università italiane, il cosiddetto “movimento delle tende” che ha rappresentato con forza, nel Paese, come il tema dell’abitare sia intrecciato anche ad altri diritti, a partire da quello allo studio.


Un altro innesco è rappresentato dalle tante istanze di operatrici e operatori sociali che, a partire dal periodo del Covid, si sono trovate ad affrontare la crescente difficoltà nel supportare le persone più fragili a trovare un alloggio, scontrandosi tra discriminazioni e scarsità di risorse.

Infine, la necessità avvertita da ogni organizzazione e da ogni singola persona promotrice del Social Forum di costruire una “massa critica”, capace di influenzare il dibattito pubblico, al tempo stesso politico, sociale e culturale, su questo tema.

Il cosiddetto “movimento delle tende” ha rappresentato, nel Paese, come il tema dell’abitare sia intrecciato anche ad altri diritti, a partire da quello allo studio

Proprio partendo dalle organizzazioni e dalle singole esperienze arriviamo ai comburenti. La disponibilità alla convivenza tra realtà differenti, laddove l’attivismo territoriale si colloca sullo stesso piano delle grandi organizzazioni nazionali (associative e sindacali) rappresenta un elemento caratterizzante del Social Forum.


Tra i comburenti c’è anche una modalità di coordinamento che ha valorizzato fin da subito le istanze di ciascuno all’interno di una “pratica del consenso”, che ha messo al centro la tenuta dello spazio condiviso più che il posizionamento politico immediato.

Non inseguire i tempi della politica istituzionale, non precipitarsi in una comunicazione talvolta triturante ma prendersi il tempo necessario per curare le relazioni interne, per costruire proposte politiche condivise e spazi di confronto e mobilitazione ha permesso che quel meticciato culturale e organizzativo di cui parlavamo, sia ancora vivo dentro la nostra esperienza.


Per darci un'idea: il Social Forum dell’Abitare è attraversato da centinaia di realtà e singole persone. Il coordinamento nazionale è alimentato da organizzazioni di terzo settore, come Arci, Acli, Cnca, come il Forum Delle Disuguaglianze, Sbilanciamoci… da Banca Etica, e dai sindacati più legati alle questioni abitative (Unione inquilini, Sunia) cui si aggiunge la CGIL nazionale. Sono attive, sempre nel coordinamento, le organizzazioni studentesche di UDU, Rete della conoscenza e realtà territoriali che sul tema dell’abitare hanno sviluppato osservatori, mobilitazioni contro gli sfratti, istanze per il riutilizzo dei beni pubblici (Chiediamo casa a Milano, Vuoti a rendere a Torino, OCIO a Venezia…), ed esperienze importanti come quella del Gruppo Abele, di Nonna Roma, e di Spin Time che, a Roma, ha ospitato i seminari propedeutici alla nascita del Social Forum, intrecciando le sue iniziative con quelle del Forum dei Movimenti popolari, promosso da Vaticano e Mediterranea.


A tutte queste organizzazioni e realtà si unisce il contributo di diversi ricercatori del settore, provenienti dalle università di Roma, Venezia, Milano che arricchiscono con le loro competenze il dibattito all’interno del nostro spazio.

La disponibilità alla convivenza tra realtà differenti, laddove l’attivismo territoriale si colloca sullo stesso piano delle grandi organizzazioni nazionali rappresenta un elemento caratterizzante del Social Forum

Arriviamo al carburante: le diseguaglianze. Siamo partiti da lì fin dall’inizio. L’abitare è la cartina di tornasole delle diseguaglianze alimentate da politiche inique nel nostro Paese. Politiche che hanno mirato a indebolire il ruolo pubblico sia a livello nazionale sia territoriale, nella programmazione, nella lettura dei bisogni e nella gestione delle risorse, lasciando al mercato privato la gestione delle politiche abitative e innescando in tutto il Paese e, ben oltre le grandi città, processi speculativi, estrazione di terreni pubblici a vantaggio dell’interesse privato. Tanto carburante, troppo carburante.


Da quel primo incontro a Bologna, in questi anni ci siamo messi in cammino attraversando soprattutto le città, Bologna, Torino, Genova, Roma, Firenze, Milano, Napoli, Catania, Palermo, partecipando a incontri promossi da noi o a cui siamo stati invitati. Nei vari tragitti abbiamo incontrato e dialogato con l’Alleanza municipalista per la casa, fatta di amministratori sensibili al tema dell'abitare oltre a reti e comitati che affrontano questi temi anche da altri punti di vista queste tematiche. Abbiamo partecipato a numerose iniziative, consultazioni e mobilitazioni europee, sentendoci parte di quel movimento che, in tutto il continente, sta costruendo una proposta concreta e condivisa sul diritto all’abitare.


Siamo un corpo vivo che, a partire dalle prossime giornate del 10 e 11 aprile a Venezia, vuole costruire strumenti, dagli osservatori territoriali alle mobilitazioni dal basso, per elaborare una proposta di legge nazionale sull’abitare capace di riportare al centro il ruolo del pubblico e di stimolare un dibattito culturale e politico sull’idea di casa.


Sappiamo di essere solo una parte del movimento per la casa. Proprio per questo immaginiamo e costruiamo il Social Forum annuale che si terrà a Roma dal 4 al 6 giugno come uno spazio aperto, collaborativo e potente, perché siamo convinti che, insieme, possiamo vincere.

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