Lunedì 28 aprile 2025
Il lancio di Civicity
 
Il design oltre la retorica dei grandi eventi
Scritto da: Gabriele Magro
Progetto di riferimento
CIVICITY 2025 Redesigning Design Weeks

Il 9 aprile il Nieuwe Instituut di Rotterdam e cheFare hanno presentato a Villa Mirabello a Milano una conversazione su Civicity, primo capitolo di Redesigning Design Weeks, un programma pluriennale di residenze per designer realizzato in collaborazione con l’Ambasciata e il Consolato Generale dei Paesi Bassi in Italia. L’obiettivo è ripensare l’impatto sociale, ambientale e culturale che gli eventi di design hanno sulle città che li ospitano.


La settimana del design di Milano, va premesso, è un caso particolare tra le tante decine che esistono nel mondo. Il Salone del Mobile e la Settimana del Design di Milano sono diventati eventi globali, attirando oltre 360.000 visitatori ogni anno e consolidando la reputazione di Milano come capitale culturale e del design. Istituito nel 1961 e divenuto internazionale nel 1967, il Salone è cresciuto parallelamente alla città di Milano, rispecchiando l'evoluzione del suo tessuto urbano e sociale. L'emergere del FuoriSalone negli anni '80 e la formalizzazione della Settimana del Design di Milano nel 1990 ne hanno ampliato la portata e l'influenza, caratterizzando la Milano Design Week come un insieme di azioni spontanee e relativamente poco coordinate messe in atto da attori grandi e piccoli nei settori del design, dell’architettura, dell’arte e della comunicazione. Questa natura spontanea è stata, soprattutto negli anni ottanta e novanta, uno spazio di sperimentazione dei linguaggi. 

Da qualche anno, tuttavia, la Design Week rispecchia le criticità della condizione urbana di Milano e - per estensione - quelle delle metropoli occidentali che lottano nella competizione urbana per l’attrazione di turisti e capitali. Ad ogni edizione la distanza tra cittadini e visitatori sembra allargarsi, ed aumentano le evidenze di una generale insostenibilità del grande evento su piani come l’ inquinamento, il sovraffollamento, l’aumento del costo della vita che si spalma lungo tutto l’anno, la commodificazione dello spazio urbano. 

L’aspetto più importante di Civicity è che è un progetto lento

"Quest’anno sono stati organizzati 1650 eventi, 500 in più rispetto all’anno precedente, che a sua volta aveva visto un aumento del 20%" ha evidenziato la curatrice e ricercatrice Angela Rui, che ha moderato l'incontro. Si tratta di eventi temporanei che raramente si trasformano in progettualità di lungo corso, e che per questo finiscono per servire soprattutto il pubblico di city-users che arriva a Milano per la settimana.

“L’aspetto più importante di Civicity è che è un progetto lento, con obiettivi a lungo termine, che vuole costruire legami profondi con il territorio. Cerchiamo di costruire qualcosa che sopravviva alla Design Week e che abbia un senso per gli abitanti” ha detto Bertram Niessen, presidente e direttore scientifico di cheFare: “Il tema è urgente: eventi come questo fanno numeri sempre più alti; la città è sempre più attrattiva per turisti e city user ma sempre più difficile per gli abitanti. C’è un dato che viene spesso portato come indicatore di dinamismo e che è, al contrario, un indicatore di crisi: meno del 40% degli attuali residenti del Comune di Milano viveva qui 15 anni fa. Questo fortissimo turnover è una perdita di capitale sociale”.

Per la sua prima edizione, Redesigning Design Weeks ha ospitato per un mese, dal 17 Marzo al 18 Aprile, i designer Pete Fung (che è anche ricercatore e lavora su contesti sociali) e Studio-Method (uno studio di architettura e design che agisce sulle crisi ambientali, composto da Riel Bessai e Pedro Daniel Pantaleone).

Fung e Studio-Method hanno vissuto, rispettivamente, negli spazi di Terzo Paesaggio a Chiaravalle e in quelli di Magnete nel quartiere Adriano, invitati a immaginare strategie progettuali site-specific in quartieri coinvolti solo marginalmente dalle iniziative della Settimana del Design. I designer torneranno in residenza a Milano per un altro mese, tra il 5 Settembre e il 5 Ottobre 2025, dopo aver continuato a lavorare in remoto sulle ricerche avviate in primavera. Per chi volesse conoscere meglio il modo in cui la residenza si sviluppa, la pubblicazione “Da Spettacolo a Sostanza: Civicity come approccio” raccoglie, in diverse forme, gli spunti critici dall3 giornalist3, designer e progettist3 che hanno seguito il progetto. Ci sono interventi di Bertram Niessen, della giornalista Nuria Ribas Costa, dei curatori Peter Zuiderwijk e Karin Mientjes, e dei designer in residenza che, il 9 Aprile scorso nel giardino di Villa Mirabello, hanno potuto raccontare con calma gli aneddoti e le strategie del loro incontro con le comunità residenti dei quartieri.


Pedro Daniel Pantalone di Studio-Method ha spiegato perché abbiano scelto di costruire un dondolo con cui potessero giocare i bambini del quartiere: “Ho cercato di incorporarmi nella comunità, ho ascoltato, ho giocato a carte con gli anziani al centro diurno. Il dondolo è un modo per entrare in contatto con i bambini e i loro genitori, ma è anche un tentativo di restituire qualcosa di giocoso al quartiere che mi ospita”. Anche Pete Fung si è mosso in questa direzione: “Chiaravalle è una città fuori città, ed è una comunità che non conosco” racconta Fung, “Situazioni come queste possono essere generatrici di trasformazione solo se approcciamo la comunità dimenticando di essere designer, o addirittura rinunciando alla possibilità che il design possa cambiare qualcosa. Sono partito dal camminare per il quartiere con il traduttore sottomano, come uno sconosciuto che cerca di farsi degli amici”. 


Foto di Carlotta Contina

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