In Basilicata si fanno chilometri per parlare di biblioteche

Fare chilometri per parlare di biblioteche. È stato questo il risultato principale delle due giornate di incontri organizzati  nell’ambito del progetto “The Europe Challenge – Ci sarà una volta” finanziato dalla European Cultural Foundation e da Fondazione Cariplo e presentato dalla Bibliomediateca del Comune di Moliterno, dal Patto Locale per la Lettura del Lagonegrese e inMateria APS. Sfidando le condizioni climatiche avverse, un centinaio di cittadini, rappresentanti di associazioni e pubbliche amministrazioni si sono ritrovati nelle biblioteche di Latronico e Moliterno: l’obiettivo degli incontri, oltre a raccontare il programma di apprendimento e finanziamento, che vede protagoniste 32 biblioteche e comunità europee, era quello di immaginare, attraverso il gioco, la biblioteca dei sogni insieme ai cittadini e di riflettere poi, insieme agli amministratori dei Comuni del Lagonegrese e della Val d’Agri, possibili modelli di co-gestione delle biblioteche pubbliche che esistono in queste aree interne ma che sono attualmente chiuse o mal funzionanti. La maggior parte dei rappresentanti delle amministrazioni hanno condiviso situazioni in cui la figura del bibliotecario non era prevista, o era stata rimpiazzata (“a bilancio”) con quella di un geometra, per esempio. Ciò che manca nella stragrande maggioranza di questi piccoli centri, infatti, è il personale competente addetto alla biblioteca; nel migliore dei casi ad aprire e chiudere le porte (non regolarmente e senza orari prestabiliti) è un volontario, oppure l’addetto all’anagrafe, in un caso addirittura il Sindaco che ha le chiavi e “accompagna le persone a cercare un libro”.

La situazione, in tutti i paesi, è andata peggiorando con il trascorrere degli anni. Resta il patrimonio librario e, in molti casi, la disponibilità degli spazi che, a detta di tanti, fanno pensare più a un deposito che a uno spazio culturale. Non si può dire che queste biblioteche siano chiuse ma neppure aperte, così qualcuno preferisce definirle “socchiuse”.

ph. Gaetano Lofrano

Il punto è che, come è stato evidenziato attraverso lo slogan scelto per il progetto lucano  “The Europe Challenge – Ci sarà una volta”, le biblioteche senza bibliotecari rischiano di rimanere spazi vuoti, senza anima, non possono neppure essere definite tali, mentre proprio nelle aree più interne sarebbe necessario garantire i servizi essenziali. E la biblioteca è un servizio davvero essenziale, centrale nel sistema del benessere (riprendendo il titolo di un recente libro curato da Chiara Faggiolani: Le biblioteche nel sistema del benessere, Editrice Bibliografica, 2022).

Dalla centralità del bibliotecario è partito il progetto lucano che mette a confronto un caso emblematico di biblioteca pubblica, quella di Moliterno, che accoglie e riceve utenti attraverso la figura della bibliotecaria inclusa nell’organico del Comune, con le numerose realtà che hanno aderito al Patto Locale per la Lettura del Lagonegrese. “Le biblioteche pubbliche sono le porte di accesso locale alla conoscenza” ha affermato Antonio Rubino, Sindaco di Moliterno, citando il Manifesto IFLA-UNESCO delle biblioteche pubbliche aggiornato nel 2022. Un’affermazione che è coerente con la scelta visionaria, fatta negli anni ‘80 dall’amministrazione di allora, di indire un concorso per individuare la figura del bibliotecario incluso nell’organigramma del Comune: dal 1980, Petronilla Lagrutta (per tutti “Nilla”) è responsabile della catalogazione e indicizzazione del patrimonio librario e affianca gli utenti nella consultazione e nella fruizione bibliografica con costanza e dedizione. Conosciuta e apprezzata da generazioni e generazioni di moliternesi e non solo, medici, avvocati, insegnanti, architetti che – come ama ripetere Nilla – hanno realizzato i loro sogni e hanno in comune la frequentazione assidua della Bibliomediateca G. Racioppi. Perché la biblioteca, oltre che componente essenziale della conoscenza a portata di tutti, è anche creatrice di comunità. Questo è possibile solo se esiste una figura riconosciuta, competente e garantita che raggiunge in maniera proattiva i pubblici e utilizza un ascolto attento per immaginare dei servizi che rispondano alle esigenze locali e contribuiscano a migliorare la qualità della vita della comunità.

Insieme a Beniamino Sidoti – scrittore, giornalista che si interessa di giochi e storie in vari modi, dalla didattica ludica all’animazione della lettura – i partecipanti hanno descritto la biblioteca pubblica che vorrebbero nelle loro comunità attraverso strumenti ludici ideati per l’occasione. Questi desideri hanno fatto emergere dei bisogni chiari che, tradotti in servizi offerti da una biblioteca pubblica, sono in sintonia con la missione delle biblioteche espressa nel manifesto IFLA-UNESCO.

La biblioteca dei sogni è, nelle parole usate dai partecipanti,  multifunzionale, ha molti spazi dove poter svolgere varie attività, profuma di libri, è al centro del paese, è un ambiente aperto a tutti, accogliente, dove socializzare, condividere, imparare, continuare a crescere, bere un caffè, confrontarsi e conoscere gente nuova, è un luogo luminoso e stimolante per la creatività ed è sicuramente a misura di bambino.

La biblioteca indesiderata, al contrario, è quella che resta confinata nelle sue stanze senza rapporti con la comunità, quella buia che somiglia a un deposito, dove i libri sono in disordine e inutilizzati, dove trovi solo cose vecchie e il silenzio non è quello stimolante; questa presunta biblioteca non è curata negli spazi e nelle attrezzature, non è gestita da un bibliotecario che guidi e coordini i volontari, né da personale accogliente, simpatico e competente, è, in poche parole, uno spazio non vissuto e perciò inutile.

Questi desideri sono stati presentati ai Sindaci e agli amministratori di 11 Comuni lucani, tra quelli aderenti al Patto Locale per la Lettura del Lagonegrese e altri provenienti dalla Val d’Agri.

ph. Gaetano Lofrano

Su invito del Sindaco di Moliterno e del Patto Locale per la Lettura del Lagonegrese, i Sindaci e gli amministratori di Episcopia, Grumento Nova, Latronico, Marsiconuovo, Marsicovetere, Sarconi, Sasso di Castalda, Spinoso, Tramutola e Trecchina hanno raccontato la situazione delle biblioteche pubbliche nei loro Comuni, facendo emergere un quadro che mette in luce un’ulteriore lacuna per i cittadini delle aree interne lucane che non hanno accesso a un servizio pubblico essenziale nonostante numerosi Comuni abbiano un patrimonio librario notevole. Una mancanza che si va ad aggiungere all’assenza di altri servizi e che, insieme allo spopolamento, aprono una voragine sociale e culturale da mettere al centro di un’attenta riflessione.

Trasformare l’entusiasmo dimostrato dai rappresentanti dei Comuni presenti, in dialogo costante tra le parti, per individuare soluzioni concrete e sopperire dunque a questa grave lacuna: è questo l’impegno che hanno preso il Comune di Moliterno, il Patto Locale per la Lettura del Lagonegrese e inMateria APS alla fine delle due giornate di incontri. “I Comuni devono fare delle scelte perché mancano le risorse, ma hanno il dovere di immaginare soluzioni alternative all’inclusione della figura del bibliotecario nell’organigramma proprio per rispondere ai bisogni emersi con chiarezza dalle nostre comunità” ha detto Fausto De Maria, Sindaco di Latronico, Comune capofila del Patto Locale per la Lettura del Lagonegrese che  ha da poco ricevuto la qualifica di “Città che legge” insieme ad altri 13 comuni lucani dei 700 italiani. “Con questo progetto intendiamo accendere i riflettori su quelle numerose realtà che, in sordina e lontano dagli sguardi mediatici, stanno garantendo un servizio pubblico essenziale: volontarie e volontari che oggi affermano che non si può più andare avanti così” afferma Rosita Forastiere forza motrice del Patto che da anni lotta per promuovere i libri e la lettura nel suo territorio e che gestisce, a titolo volontario, la Biblioteca di Latronico. “I progetti europei servono a mettere in rete, a farti sentire meno sola perché si scoprono situazioni simili da cui prendere spunto: illuminante la storia della biblioteca di Busto, un minuscolo villaggio delle Asturie, aperta in una scuola in disuso, gestita da un’associazione, il cui ruolo non è solo quello di essere uno spazio di conoscenza e socializzazione ma tenta di lottare contro lo spopolamento e la solitudine. Ma non basta: dai progetti devono emergere politiche, pratiche o prodotti che durino oltre il tempo dell’entusiasmo, del dialogo e della sperimentazione”, dichiara Ilaria d’Auria, Presidente di inMateria APS e coordinatrice del progetto.

ph. Gaetano Lofrano

Durante le due giornate di lavoro che si sono tenute recentemente in Spagna, dove si sono incontrate alcune delle realtà europee che stanno partecipando al programma della European Cultural Foundation, sono emersi punti in comune, ad esempio con la situazione appena citata della Biblioteca Eduardo Pérez de la Fanosa de Busto de Valdés. All’inizio del 2020, la comunità di Busto si è riunita per creare una biblioteca in una scuola in disuso. La biblioteca di Busto è animata da una vivace azione comunitaria, ma i piccoli borghi circostanti raccontano una storia di spopolamento, declino e solitudine di una popolazione prevalentemente anziana. Il team di volontari e la biblioteca stanno cercando di affrontare l’isolamento e di promuovere il benessere attraverso la conservazione, la raccolta e la valorizzazione della storia culturale di questa parte rurale della Spagna settentrionale.

Così come la situazione in cui si trova ad operare la Biblioteca Municipal Miguel Arguisjuela Paterna Del Campo, nella provincia di Huelva, in Andalusia, una piccola città rurale la cui economia è basata sull’agricoltura, con una popolazione prevalentemente anziana che ha un accesso limitato a libri, teatro e film. La biblioteca sta lavorando per cambiare questa situazione sviluppando attività – dalla narrazione ai club di audiolibri – che possano offrire per la prima volta opportunità culturali agli abitanti di Paterna.

In particolare con i volontari e gli operatori di queste due biblioteche, nei due giorni trascorsi a Sant Boi de Llobregat- Barcellona, lo scambio è stato intenso a partire dai tanti punti in comune tra la nostra e la loro realtà.

Le prossime tappe del percorso intrecceranno momenti pubblici online per gli amministratori con lo sviluppo di un gioco di carte illustrato che vedrà protagonista la biblioteca come espressione dei bisogni della comunità, ideato insieme a Beniamino Sidoti.

 

Link utili:

·       Sito del programma Europe Challenge https://theeuropechallenge.eu/

·       Pagina Facebook della European Cultural Foundation (ECF) https://www.facebook.com/EuropeanCulturalFoundation

·       Pagina Facebook Comune di Molterno: https://www.facebook.com/comunemoliternoufficiale/

·       Pagina Facebook Patto Locale per la Lettura del Lagonegrese: https://www.facebook.com/PattoLocaleperlaLetturadelLagonegrese

·       Pagina Facebook inMateria https://www.facebook.com/inMateriaAPS