Abbiamo tutti in casa un oggetto acquistato quella volta che ne avevamo un assoluto bisogno, e poi mai più usato, rimasto lì a occupare spazio e prendere polvere, a ricordarci di tanto in tanto di quella spesa mai ripagata.
Capita spesso con gli strumenti per i lavori in casa, dal trapano in su, ma anche con gli elettrodomestici da cucina, con le attrezzature per le attività di outdoor, e con un sacco di altre cose. Il sistema migliore sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale sarebbe condividerli con altri: ed è a questo che servono le “oggettoteche”, o biblioteche degli oggetti.
Grazie al crescente interesse per la sharing economy, o “economia della condivisione”, negli ultimi anni spazi di questo tipo ne sono spuntati anche in Italia, a partire da Leila, la prima biblioteca degli oggetti italiana, aperta a Bologna nel 2016. L’idea è che dare e prendere in prestito qualcosa, anziché comprarlo, permetta di risparmiare denaro e al tempo stesso eviti accumuli, sprechi e consumi: ma l’obiettivo di queste iniziative, oltre alla condivisione delle cose, è anche quello di condividere conoscenze.